Viviamo in un mondo di precarietà e anche il mondo lavorativo, purtroppo, non è da meno. Molte persone non hanno un posto fisso e tante altre non ce l'avranno forse mai.
Ma il futuro lavorativo per i giovani è davvero così nero e cupo?
Sicuramente la precarietà del posto di lavoro è percepita come un emergenza. Come non essere daccordo?
Soprattutto se si tiene conto che le generazioni precedenti si sono sistemate, hanno mangiato, si sono fatte la casa al mare, vivono bene con il minimo sforzo.
E addirittura ora hanno uno strumento in più: giovani da "sfruttare" che costano pochissimo, ci mettono passione nel lavoro e quando non servono più vengono mandati via. Perché?
E' bastata una manciata di anni per rivoluzionare il mercato del lavoro.
Oggi quasi nessuno ha l'agognato posto fisso. Si vive con lavori atipici e spesso cè anche chi fa tre o quattro lavori diversi contemporaneamente per portare a casa meno di mille euro al mese:
Quasi all'improvviso ciò che per i genitori dei ventenni di oggi era la regola è diventata l'eccezione.
E viceversa. Gli anni 2000 sono quelli della parolina magica: flessibilità:
Eppure per noi ragazzi di oggi le probabilità di avere un impiego permanente sono la metà di quelle che hanno avuto i nostri genitori. Il futuro dovrebbe dare un mercato del lavoro che tenda a raggiungere il difficile equilibrio fra una base lavorativa a tempo indeterminato, per garantire qualità e continuità, e un'area enorme di lavoratori a termine, giovani.
E' questo, forse, il futuro che ci attende.
Lina Pepe
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