Ed è tipica degli imbecilli, sosteneva una persona molto semplice anni fa, ma all'ora ero un bambino e ragionavo da bambino Sono cresciuto e ho visto la realtà in un modo diverso:
i grandi della mia infanzia erano i professori, che poi, purtroppo, scoprii che erano spesso impreparati, di parte e anche un po' ignoranti.
A quel punto scorsi le stelle del firmamento, i docenti universitari: mi parvero menti eccelse dell'Universo, sopra il mondo povero e ignorante di tutti i giorni, di noi miseri mortali.
Lessi qua e là, disordinatamente come faccio solitamente ancora oggi: scoprii che tra loro c'erano tanti, troppi, .......imbecilli.
Incredibile, non conoscevano fatti addirittura comuni, qualche volta banali, ma erano per di più stupidi, irrazionali, isterici e paranoici, nel vero senso della parola: soffrivano in tanti di quella maledetta malattia che porta a un complesso di superiorità e di persecuzione, come quello di Adolf Hitler, Stalin e soci.
Molti onoscevano solo il loro settore, a volte neanche bene, e nulla più.
Che delusione poi scoprire che le raccomandazioni, politiche e di gruppi di potere, erano ancora più insistenti che nei concorsi dei Post Telegrafonici: era veramente terribile.
Ultimi tra questi "idioti" scoprii i divulgatori scientifici: Dio ci salvi da loro!
Quante balordaggini raccontano.
Perché non fanno gli scienziati o ricercatori scientifici?
Preferiscono raccontar panzane per il grande pubblico, si considerano dei piccoli geni quando leggono i loro bei "dorati" libri, mentre i veri studiosi, intelligenti, restano nell'ombra e storcono il naso, ma nessuno, li vede.
Arduino Rossi
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