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    I due ATENEI foggiani

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    Quando si mangia anche il grano della semina finisce la speranza e arriva il disastro! Già da troppo tempo i cittadini della Capitanata e soprattutto i foggiani sono vittime di uno spreco e di una cattiva gestione del bene pubblico che sta portando alla rovina l’intero territorio Iriip Foggia Ingresso monumentaleIl paradosso è che si tratta di un territorio ricco, bello, variegato e pieno di storia che nessuno può vantare. Non sappiamo chi ci vuol bene lassù se siamo ancora “quasi ultimi”, anziché “ultimi” nelle classifiche nazionali in merito alla qualità della vita, allo sviluppo, all’occupazione etc.

    Se non fosse stato per questo nostro interessamento sul caso IRIIP/Università forse non ci saremmo spinti ad approfondire sul come viene gestito tutto il resto di questa nostra città ormai da troppo tempo vittima di un interminabile saccheggio di antiche e prestigiose nostre istituzioni?

    Come mai queste istituzioni, che formano il telaio portante dell’economia dauna, le lasciano morire anziché rilanciarle?

    E perché mai il Magnifico di Foggia persevera nel voler distruggere l’IRIIP, per appropriarsi della prestigiosa struttura del Piacentini e della sua estesa Area verde del Parco-ippodromo, quando potrebbe risolvere il suo problema logistico più in la a 30 mt di distanza con un terreno offerto dalla Regione che è 25 volte più grande di quei miseri 1500 mq dell’IRIIP?

    E’ incredibile come l’approfondimento sul caso IRIIP/Università riesca a spiegare le tante cause del malessere foggiano.
    Del resto era facile immaginarlo perché nella questione IRIIP tutto, incredibilmente, viene a galla per la semplice ragione che niente può essere (come invece quasi sempre accade) tenuto nascosto.
    Un Comitato che credevano essere il solito “fuoco di paglia” ha dimostrato di possedere una pala eolica che produce un’ energia illimitata utile ad accendere, con quel vento di passione e giusta causa, una infinità di variegati fari accesi sugli operatori della cattiva politica, del malcostume e del malaffare.

    Se chi fa cose sporche usa agire nel buio e con le scarpe silenziose il Comitato pro IRIIP e i suoi 9.000 sostenitori agiscono al contrario: tengono accesi i fari e all’occorrenza suonano le sirene. Questo sistema di tutela ha portato e porterà allo scoperto e alla individuazioni di chi usa far politica e amministra il bene pubblico come COSA PROPRIA.

    Tutto sta venendo fuori con chiarezza! L’ignoranza e l’arroganza di chi crede di essere il detentore del sapere, i raggiri, le forzature, la sudditanza, i rapporti e la connivenza tra politici, mondo accademico, addetti all’informazione e gruppi di potere.
    Vengono individuati i traditori, gli incoerenti, gli incapaci e gli “utili idioti” che con i loro comportamenti dimostrano di vivere con la filosofia: “tengo famiglia!”. Negli ultimi tempi abbiamo potuto leggere e ascoltare dichiarazioni preoccupanti come quelle di tale Mainero (AN) sugli “incroci pericolosi…”, del consigliere comunale avv.Gaetano De Perna sulle “connivenze inquietanti…” del segretario di Rifondazione avv. Fedele Cannerozzi in merito al preoccupante “strapotere del Rettore sulla vita politica della città…” e tante altre cose dette dai consiglieri Trecca, Laricchiuta, Marino, dal segretario dei Comunisti Italiani Roberto Consiglio e tanti altri… Non sbagliava il consigliere Vittorio Panniello nel suo intervento al Convegno

    “Quale futuro per l’IRIIP”,

    organizzato il 13 giugno all’Auditorium della Biblioteca provinciale di Foggia dal Comitato pro IRIIP, quando innanzi a 160 cittadini presenti diceva << è necessario salvare l’IRIIP e il suo polmone verde Parco-ippodromo perché potrebbe rappresentare anche l’inizio di una svolta che porterà necessariamente gli amministratori a rispettare i cittadini e le loro radici, a capire che è il momento di cambiare direzione e di pensare alla città anziché agli ordini speculativi che arrivano dalle segreterie di alcuni partiti>>.

    Vorremmo condurre chi legge alla riflessione, sulla base di fatti e misfatti conosciuti, per aiuto a capire cosa sta succedendo a Foggia e in Capitanata. C’è una Università foggiana (figlia di un Consorzio universitario) che ha, con grande volontà di tutti noi dauni, ottenuto la sua autonomia nel 1999, da sempre retta dal Magnifico rettore prof. Antonio Muscio.

    Come era giusto che fosse tutti ci aspettavamo che questo arricchimento, questo evento accademico tanto atteso ci avrebbe fatto guadagnare molti punti in quella predetta classifica. Bene! Abbiamo notato che esiste un incontestabile rapporto di tempi e date: anziché esplodere, conquistare buoni posti in classifica o, quanto meno, mantenere le posizioni (almeno quello), si è innescata un’accelerazione contraria alle aspettative verso gli ultimi posti.

    Come a dire: più l’Università foggiana è forte, più cresce, più entra in tutte le gestioni, più è presente in tutti i tavoli decisionali della città e più sprofondiamo nella classifica della vivibilità e dell’occupazione. Infatti, dalla nascita dell’ Ateneo foggiano è iniziato anche un maggior saccheggio e una maggiore distruzione delle nostre predette storiche istituzioni.

    Ci faranno passare per pazzi, per “scalmanati” (come ci virgolettò il Rettore) ma noi ci atteniamo ai dati, a ciò che sentiamo anche negli ambienti politici e al vissuto della vita quotidiana. Se è vero che l’Ateneo riesce ad arricchire i cervelli è anche vero che il suo operato non ha saputo arricchire anche le tasche di questi giovani laureati costretti ad emigrare (massicciamente alla pari degli anni ’60), mettendo in moto una disastrosa fuga di buoni cervelli causata da una mancanza di contenitori e, quindi per il deserto che gli amministratori accademici insieme alle altre istituzioni lasciano avanzare. Il risultato: l’ emigrazione dei laureati fa aumentare giorno dopo giorno il tasso percentuale di persone che vivono nell’ignoranza e nel tirare a campare… . Pochi non fuggono!

    E questi pochi sono quelli che trovano posto nell’Ateneo foggiano, ma da quello che leggiamo sui giornali e non solo (vedesi l’ultimo, il caso dell’avv. Pietro Gatto) vengono assunti per amicizia, simpatia e parentela anziché per merito! Pertanto, in linea di massima, rimane il peggio e questo peggio, per lo più divenuto arrogante per il ricevuto status di “intoccabile” , era meglio che fosse emigrato. Un’ università che è sempre più Azienda, un PROGETTIFICIO che fagocita da molto tempo quasi tutti i fondi utili alla ripresa.

    Assistiamo ad una innumerevole creazione di carrozzoni che, in nome del sapere e della cultura, vanno a sostituire le antiche Istituzioni molto più qualificate.
    L’ IRIIP (attivo e mai morto) è un esempio visibile ancora in atto ma la lista è lunga e tra questi ci sono altri importanti contenitori di sviluppo e occupazione che, anziché essere rilanciati, soffrono le invadenti e nefaste manovre di avvicendamento accademico.

    Tra questi l’Istituto sperimentale delle foraggiere, l’istituto zootecnico di Segezia, il D’ Avanzo e crediamo anche la prestigiosa Accademia delle Belle Arti che da tempo chiede al Sindaco (senza successo) le dovute aule per potersi esprimere al meglio.
    E’ bene che una buona parte di quei notevoli fondi che fagocita l’amministrazione accademica vengano diretti in altre direzioni per portare cultura e benessere a chi finora è stato abbandonato, a chi soffre la vera e totale disoccupazione familiare, quell’ emarginazione che spinge nel baratro dell’ ignoranza e dell’inciviltà.

    E’ qui che bisogna operare e lavorare! Il sacrosanto diritto allo studio deve trovare la sua applicazione anche e soprattutto a partire dai ceti bassi per arrivare a quelli alti. Non siamo noi a dirlo ma Madre Natura e se eccezionalmente qualcosa dall’alto va verso il basso, quasi sempre, come la pioggia, cade dal cielo ed è opera del Padreterno (qui a Foggia pare stiano cercando di clonare anche il Padreterno!).
    Cosa ce ne facciamo di pochi privilegiati laureati costretti ad abbandonarci se il resto della gioventù la lasciamo affogare nell’ignoranza?
    Gioventù che non conosce nemmeno l’onorevole storia della loro Foggia che fu per un intero secolo anche città imperiale?
    Come potranno mai vantarsi di essere foggiani, come potranno mai rispettare la loro città? Oggi la realtà foggiana non è quella che vediamo nell’Aula-magna maneggio-coperto “Gustavo Nannarone” ma è quella dell’ex Distretto militare “Cesare Oddone” che possiamo definire l’ altro ATENEO foggiano, che i politici e le Istituzioni competenti sciaguratamente dimenticano. Quell’ antica struttura del ‘700 di 13.000 mq. (giardini, campo da calcio etc.) in pieno centro, prima Convento poi Ginnasio e poi Distretto militare, per scelte politiche disastrose e irresponsabili, è diventata l’Ateneo dell’inciviltà, dell’ignoranza e della violenza.

    Una sede “off limits” dove nessuna telecamera va a documentare la distruzione in atto di quella struttura così antica e ben tenuta (fino a quando era un Distretto), ma che ora sta soffrendo la continua distruzione dei suoi monumenti (statue, targhe al merito etc.) per vandalismo.

    Un Ateneo con diverse Facoltà tutte a numero chiuso dove l’habitat impone di studiare la legge dell’omertà e del più forte, dalle quali si esce laureati, professionisti specializzati a pieno servizio del malaffare, non per vocazione famigliare ma per la necessità che questo nostro deserto impone (una sorta d’istigazione a delinquere creato dalle Istituzioni pubbliche incapaci)! E questi opereranno qui, non emigrano!!
    Cosa si aspetta a dare una casa, un lavoro a queste famiglie?

    Oggi non hanno nulla e chi non ha nulla non ha NULLA DA PERDERE! Bisogna far presto! Bisogna recuperare l’antica struttura, dare una casa agli sfrattati e recuperare quei fanciulli “diavoletti” perchè presto potrebbero diventare grandi e pericolosi. Bisogna assolutamente sistemare questa vicenda esplosiva! Gli abitanti dei palazzi limitrofi sono testimoni oculari di quello che giornalmente succede in quel “off limits”, in quell’ Ateneo foggiano povero e particolare…
    Notiamo che chi gestisce il danaro pubblico non è capace di sistemare queste famiglie e poi vediamo che sperperano fondi su altri 100 e più costosissimi convegni spesso utili solo per autoreferenziarsi e fare foto ricordo con tanto di ermellino. Certo non sono problemi che rientrano nelle proprie competenze….
    Ma visto che ormai troviamo il Magnifico di Foggia ovunque e comunque
    , come il prezzemolo (si dice a Foggia), s’ interessi anche dell’ex-Distretto e delle bisognose famiglie.
    Tanto stiamo parlando di Ateneo anche se con Facoltà particolari… e alla Prefettura, al Municipio, ai Beni Culturali, avrà legittima voce in capitolo… o NO? Ci guadagnerebbero tutti!

    La città eviterebbe un futuro pericoloso, le famiglie finalmente riceverebbero una casa, la storica struttura “Cesare Oddone” verrebbe salvata e l’ Authority troverebbe la sua giusta sede prestigiosa ampia e piena di storia e chissà!

    Forse si sentirà anche qualche applauso sincero. Che dite, noi del Comitato pro IRIIP produciamo idee pazze?
    FOGGIA, 11 luglio 2007

    IL COMITATO pro IRIIP
     
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