È una giornata di sole quella che accompagna il mio viaggio sulla Strada Statale 106. Lascio il mio piccolo paese di provincia e decido di rivedere la grande città. Mancano pochi chilometri. Non è la segnaletica ad indicarmelo … sono i fumi che aleggiano lontano e che danno il benvenuto nella culla dell’industria, Taranto.
È d’obbligo spostare la linguetta che permette all’aria esterna di non entrare più nella mia utilitaria. L’odore di benzina arriva in gola, pizzica, è insopportabile. Pochi metri ed il guard-rail è già avvolto da un velo di polvere di ferro. Il viaggio si fa tetro. Poi il paesaggio cambia.
Osservo il mare, il porto, le barche. Dopo il benvenuto dell’industria posso finalmente godere della città in tutta la sua particolarità. Taranto accoglie il più grande impianto siderurgico d’Europa, l’Iva, insieme ad una raffineria, un cementificio e un inceneritore.
L’inquinamento atmosferico, e l’emergenza diossina, fanno ormai da padrone tra le pagine di cronaca che mostrano una città in ginocchio, anche sotto l’aspetto economico finanziario.
L’ex amministrazione Di Bello, in carica dal 2000 al 2006, ha lasciato nelle casse comunali un debito pari a 637 milioni di euro, cifra accertata dal capo della commissione di liquidazione Francesco Boccia.
Approdate tra le strade della città le telecamere Rai, Mediaset e La7. Il 16 dicembre 2008 l’impegno ufficiale della Regione Puglia diviene legge ed il presidente Nichi Vendola porta a compimento il primo provvedimento legislativo regionale anti-diossina. Un passo avanti importante e per la quale si attendono grandi cambiamenti.
La mia curiosità però si sofferma su quello che è un altro aspetto. Un quesito che nel corso dei mesi ha portato il mio viaggio ad un confronto diretto con le istituzioni, la medicina e lo spettro della morte così reale e vicina ai tarantini.
Il registro tumori di Taranto è una certezza tangibile?
Il percorso inizia a metà dicembre del 2008.
Contatto il Dott. Patrizio Mazza, primario presso il reparto di ematologia dell’Ospedale Moscati di Taranto.
D. – Buongiorno Dottor Mazza, esiste un registro tumori a Taranto?
R. – Non esiste. Pochi giorni fa il direttore generale dell’ospedale ha sollecitato alla realizzazione del registro. Non c’è ancora nulla di ufficiale.
D. – Dal 2000 al 2006 è stato realizzato il “Registro Tumori Jonico Salentino”. Dal 2006 ad oggi quanto la percentuale dei tumori è aumentata?
R. – Posso calcolarlo in base al mio reparto. Ai miei pazienti. Ai nuovi casi che giungono nel reparto di ematologia, lo studio che riguarda le patologie del sangue. Nel giro di 10 anni la percentuale ha raggiunto il 30% in più di casi di tumore.
D. – Sono molte le promesse politiche nel corso degli anni che hanno riguardato la realizzazione del registro tumori a Taranto. Le promesse sono diventate, anche se solo in parte, realtà?
R. – Esistono dei tempi organizzativi. Per esempio si prevede il potenziamento dell’assistenza oncologica. Progetti che prevedono tempi lungi e sulla quale si procede attraverso, per esempio, le organizzazioni di discussioni.
Il 17 gennaio 2008 Legambiente presenta, attraverso una conferenza stampa, l’iniziativa “Mal’Aria”. Molti i lenzuoli bianchi stesi ed esposti per un mese. Sono il simbolo a dimostrazione dell’inquinamento atmosferico della città. I lenzuoli vengono collocati non a caso nel quartiere Tamburi, luogo dove l’esposizione alle polveri è più consistente.
A pochi metri si trovano i parchi minerali dello stabilimento Ilva. I parchi sono delle colline di polvere di carbone e di ferro (materie prime dell’acciaio) completamente esposte all’aria. L’iniziativa si prefigge di raccogliere dopo un mese i lenzuoli per poi donarli al Ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.
È la dimostrazione visiva dell’inquinamento atmosferico scaturito dalla presenza dell’industria. “Stiamo studiando un metodo per coprire i Parchi Minerali al fine di impedire alle polveri di arrivare al quartiere” dichiara, durante la conferenza stampa, l’assessore all’Ecologia della Regione Puglia Michele Losappio.
Una giornata che ha visto anche la presenza del presidente della Provincia Gianni Florido, del primo cittadino Ippazio Stefàno e del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. L’incontro si è svolto presso il Centro polivalente in Via Lisippo, nel quartiere Tamburi. È in questo luogo popolato da mille telecamere, giornalisti e personaggi noti del territorio che avvicino il presidente della Regione Puglia.
D. – Presidente esiste un registro tumori a Taranto?
R. – Sì, esiste. Il registro è stato aggiornato al 2003. Adesso ci apprestiamo a realizzare quello per il 2004.
Un registro, infatti, esiste. È il “Registro Tumori Jonico Salentino”. Istituito tra il ‘98 e il ‘99. Nato allo scopo di redigere dati precisi su quelle che sono le incidenze dei casi di tumori a Lecce, Brindisi e Taranto.
La durata del “Registro Tumori Jonico Salentino” è di sei anni. Ancora in fase di realizzazione, invece, il Registro Tumori di Puglia, istituito dalla Regione Puglia e finanziato con 250.000 euro. Il registro ha goduto dell’approvazione avvenuta attraverso il Documento di indirizzo economico e funzionale del servizio sanitario regionale per il 2007 e a cura dell’IRCCS Oncologico di Bari con l’Osservatorio epidemiologico regionale, l’ARES e l’ARPA.
A darci maggiori chiarimenti su quello che è il panorama del Registro Tumori in Puglia è il consigliere regionale Dott. Paolo Costantino.
D. – Attualmente esiste un Registro Tumori a Taranto?
R. – Non esiste. Il consiglio regionale ha approvato il 19 settembre del 2008 il Piano Regionale della Salute 2008/2010, la cosiddetta L. R. 23 del 19 settembre 2008. Con il Piano Regionale della Salute, per la prima volta in maniera scientifica, viene dedicato un intero capitolo al paziente oncologico. Al suo interno troviamo anche il registro tumori regionale di prossima istituzione.
(Piano Regionale della Salute 2008/2010 – Capitolo 1.3.10 – Il paziente oncologico. Nel quinquennio 2001/2005 si registrano in Puglia 313.718 ricoveri per tumore; il numero di ricoveri per anno aumenta nel periodo considerato, passando da 62.404 nel 2001 a 67.832 nel 2005.
I tumori rappresentano la seconda causa di morte in Puglia, dopo le patologie cardiocircolatorie. Il numero di decessi legati a tumore nel periodo 1998/2004 è pari a 62.205 con un aumento del tasso di mortalità annuo, che passa da 21,6x10.000 nel 1998 a 23,2x10.000 nel 2004. I tumori più diffusi sono quelli del polmone, del color retto e della mammella nella donna. Nel 2006 è stata costituita la Consulta Oncologica Regionale permanente (che a sua volta si avvale di un Comitato Operativo Ristretto) quale strumento operativo ai fini della “… elaborazione di un modello di organizzazione oncologico sul quale poggiare una sistematica e generale riorganizzazione dei servizi regionali capace di dare impulso alla prevenzione e di inserire la nostra regione negli alti circuiti scientifici della diagnosi, della cura e della riabilitazione.)
Questo quanto previsto dal Piano Regionale della Salute.
L’oncologia è la prima causa di mobilità passiva in Puglia. Noi spendiamo soldi notevoli per i pazienti che decidono il ricovero fuori regione. La Asl di Taranto è la prima per mobilità passiva.
Ho trovato un articolo attraverso il quale ho potuto capire molto. È riportata la decisione della giunta regionale di istituire il registro tumori pugliese. Il tutto è stato realizzato con la delibera di giunta 1908 del 16 novembre del 2007, da realizzare a cura dell’istituto di ricerca scientifico oncologico di Bari, insieme all’osservatorio epidemiologico, all’Ares, alla direzione delle Asl di Puglia, l’università e l’Arpa, nonché dell’assessorato all’ambiente e dell’assessorato alla sanità. Importante è quanto riferito dall’Asl Taranto 1 ed in particolar modo dai responsabili dell’Asl.
“L’azienda da alcuni anni ha un registro di mortalità e che più precisamente si tratta del ReNCaM (Registro Nominativo delle Cause di Morte). Il ReNCaM è stato attivato nel 1997 da parte della Asl. Un anno dopo è confluito in quello regionale e dal 2000, grazie all’OER (Osservatorio Epidemiologico Regionale) si raccolgono i dati e si inviano all’Istat. I dati sulla mortalità danno però un valore di prevalenza di una causa di morte sull’altra ma non danno l’incidenza.
Per poter avere i dati certi non è sufficiente raccoglierli attraverso questo registro nominativo, che si basa sui certificati di morte, ma si deve instituire un vero e proprio registro che è quello che avverrà tra non molto a livello regionale.
D. – Che ruolo ha in tutto questo la presenza del “Registro Tumori Jonico Salentino”?
R. – Il “Registro Tumori Jonico Salentino” nasce come progetto del ministero dell’ambiente e fa riferimento ai piani di disinquinamento e di risanamento delle aree a elevato rischio di crisi ambientale nelle provincie di Brindisi, Lecce e Taranto. Per cui grazie a questo finanziamento il ministero dell’ambiente ha fatto realizzare il “Registro Tumori Jonico Salentino”. È necessario istituire il registro regionale dei tumori.
Il viaggio è quasi giunto a termine. Il 26 gennaio 2009 contatto il prof. Giorgio Assennato, presidente dell’ARPA Puglia e coordinatore del comitato scientifico.
D. – Prof. Assennato a che punto è il lavoro del comitato scientifico per la realizzazione del Registro Tumori di Puglia?
R. – Nella giornata di oggi è stata effettuata la riunione di insediamento alla presenza dell’assessore Tedesco, dell’assessore Losappio, del direttore generale dell’Asl di Foggia, Taranto e Bat e i delegati di Brindisi, Lecce e Taranto. L’assessore Tedesco ha presentato il progetto e tra circa due settimane sarà approvato il regolamento per il piano triennale.
D. – Quando si inizieranno a raccogliere i dati?
R. – Nel momento in cui sarà istituita la struttura operativa, cioè quando sarà costituita l’unità operativa all’interno dell’oncologico di Bari. A partire dalle prossime settimane. Il passaggio dei dati avverrà dalle Asl e dall’osservatorio epidemiologico all’unità operativa oncologica di Bari.
Il 17 marzo sono ancora alla ricerca di una certezza. Ricontatto il Dott. Patrizio Mazza.
D. – Dott. Mazza è iniziata la raccolta dei dati necessari per la realizzazione del Registro Tumori di Puglia?
R. – Vorrei essere ottimista. Vorrei darle una risposta positiva ma ….
La verità torna ad essere simile all’odore insopportabile di benzina varcando la culla dell’industria. Pizzica fastidiosamente in gola, nel cuore. Spesso è insostenibile. Il nostro ritorno in provincia avviene accompagnato da un’amara certezza.
Il Registro Tumori di Puglia, ad oggi, resta ancora in bilico tra utopia e realtà.
| < Prev | Next > |
|---|




