Milano, 28 marzo 2009 – Una chiamata a riflettere sulle strade percorribili per migliorare la vita a Milano. E’ stato un po’ questo il filo conduttore del Convegno “Cambia.MI - La partecipazione della cittadinanza nelle politiche sociali urbane” promosso giovedì 26 marzo da Ciessevi, Caritas Ambrosiana, l’Ufficio per la vita sociale e il lavoro e l’Associazione Volontari Caritas Ambrosiana. Una chiamata che ha visto la partecipazioni di amministratori, volontari, associazioni e che porterà alla stesura di una “Lettera aperta alla Città”.
Tra gli altri temi, al centro dell’attenzione sono stati i Contratti di Quartiere e la situazione problematica della vivibilità nelle case ALER. Ma anche la necessità che i Consigli di Zona assumano responsabilità adeguate per rispondere alle necessità del territorio. «Sono temi sui quali le associazioni che nel 2005 hanno promosso la Consulta Periferie Milano stanno lavorando da tempo – afferma Walter Cherubini, portavoce della Consulta – e, quindi, ben volentieri daremo il nostro apporto attraverso le proposte che abbiamo elaborato».
In particolare, quella dei Consigli di Zona è una questione che si sta trascinando stancamente, senza trovare delle soluzioni utili. Con il risultato di spendere 20 milioni di euro ogni anno per sostenere l’apparato dei nove Consigli di Zona milanesi. Intanto, interi pezzi di città, in particolare nelle Periferie, restano in attesa degli interventi necessari. Soprattutto, però, quello di cui soffrono le periferie è lo stato di frammentazione esistente; è l’incapacità di fare sistema; così non si utilizzano al meglio tutte le risorse – comunali ed associative – presenti sul territorio. «I Consigli di Zona, nei quali sono presenti ben 359 consiglieri, potrebbero svolgere proprio quel ruolo di collegamento e di coordinamento delle tante risorse operanti sul territorio, a partire dai servizi comunali – continua Cherubini – che, invece, non hanno alcun collegamento l’uno con l’altro, dai Vigili di Quartiere alle Guardie Ecologiche Volontarie».
A tale proposito, sempre nel merito dei temi affrontati nel Convegno, è utile ricordare che chi, negli anni ’70, aveva concepito il Decentramento comunale istituendo i Consigli di Zona, nell’art. 19 del relativo regolamento, aveva previsto: “i Consigli di Zona deliberano le destinazioni d’uso e le affittanze di locali, edifici ed aree del Comune con destinazione ad usi sociali e del patrimonio immobiliare di reddito … ed anche il patrimonio edilizio dell’IACP (oggi ALER – ndr) nell’ambito di appositi accordi con tale ente secondo le compatibilità di legge”. Di tale previsione, come peraltro di tante altre riguardanti i Consigli di Zona, non se ne fece nulla. Fu un bene? Non c’è la controprova, ma lo stato dei fatti e degli sperperi perpetrati e dei disagi sociali causati, sembrerebbe dirci di no. E’ il caso di continuare così?
Per comunicazioni:
Walter Cherubini
portavoce Consulta Periferie Milano
cell. 3342519257
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