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    Incenerire i rifiuti? No, grazie!

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    Con puntuali argomentazioni e con stile lucidamente chiaro, Gianluca Ferrara strappa il velo di menzogne che avvolge il dibattito sui termovalizzatori, presentati all’ opinione pubblica come unica e necessaria soluzione del problema dei rifiuti, e smaschera l’ ennesimo inganno del sistema economico vigente sorretto dalla classe politica e dalla lobby di turno.
    Gli inceneritori non sono nient’ altro che elementi funzionali al sistema economico- consumistico, dietro cui si celano meschini interessi economici, danni ambientali e alla salute umana, seguendo la perversa logica neoliberista “che più si produce e più si guadagna, più gira l’ economia (quella ovviamente dei ricchi), più si produce ricchezza”.

    E più saranno i rifiuti da bruciare, maggiori i guadagni di chi gestirà questi ecomostri in grado di sputare nanoparticelle che nessun filtro può trattenere, di penetrare in profondità nei polmoni fino a modificare il DNA delle cellule e a far lievitare i casi di neoplasie.
    “E’ ormai risaputo che l’ aumento del cancro è direttamente proporzionale alla crescita del Prodotto Nazionale Lordo di un paese”.

    In questo agile e interessante saggio edito da Edizioni Creativa, l’ autore-editore partenopeo non vuole proporre, come rimedio, un’ idea utopica, ma una concreta e attuabile possibilità già sperimentata con successo in altre città italiane e internazionali: quella di creare una “società a zero rifiuti che miri al riutilizzo dei prodotti e la messa al bando di tutti quei materiali che non possono essere riciclati”, come saggiamente proposta dallo scienziato americano Paul Connet (che con un suo scritto contribuisce alla realizzazione del volume in questione).

    Soltanto eliminando la produzione dei materiali non riciclabili e progettando un sistema economico più giusto ed equo si potrà risolvere il problema dei rifiuti in modo universalmente salutare e proficuo.
    Ma per fare questo non serve più lamentarsi e ipotizzare soluzioni, sempre e comunque, di minoritaria convenienza; “…occorre raggiungere la consapevolezza che è fondamentale cambiare lo stile di vita, essere degli attori consapevoli e non dei burattini”.
    Altrimenti noi uomini, alla maniera delle cellule tumorali, condanneremo a morte sicura questo “splendido gioiellino” chiamato Terra.


    D: La teoria dei "rifiuti zero" del dottor Paul Connet non è per nulla un' utopia, ma un progetto attuabile a patto di volerlo. Ma noi uomini occidentali, figli del consumismo più sfrenato ed egoista, siamo davvero pronti intellettualmente a correggere i nostri vizi e gli stili sbagliati di vita? Perchè neanche il timore di un probabile cancro riesce a distogliere le nostre coscienze?

    R: Perché siamo come dei drogati… I drogati nemmeno dinanzi alla prospettiva della morte purtroppo riescono a frenare il loro lento suicidio. Noi facciamo lo stesso… fin da piccoli ci vengono spacciate dosi sempre maggiori di illusioni, ci viene fatto credere che possiamo sentirci appagati da un telefonino più piccolo o un televisore più piatto. Ma questi sono tutti oggetti esterni a noi e come tali non possono veramente appagare. Sono appunto delle droghe, delle illusioni. Quindi occorre un risveglio prima di tutto etico, occorre partire dalle famiglie, dalla testimonianza data dai genitori. Quanti genitori trascorrono una serata a parlando o leggendo un libro ad un figlio? Purtroppo pochi, la maggior parte è dinanzi alla TV a farsi bombardare da programmi senza senso e da una pubblicità invadente. Ma va prima di tutto modificato il concetto di antropocentrismo, l’idea che l’uomo sia al centro di tutto. Questo ha portato che ogni anno circa tremila di specie di esseri viventi si estinguano.

    D: Un primo passo avanti potrebbe consistere nell' approvare un disegno di legge che vieta la produzione di materiali non riciclabili. Una manovra sicuramente scomoda per alcune multinazionali e per il neoliberismo in genere...

    R: Sarebbe importante, ma il problema è che la politica sovente è diventata serva delle multinazionali quindi non è facile. Chi comanda sono le multinazionali non più i politici che si limitano ad assecondare le loro volontà. Questo purtroppo accade anche per la questione delle armi… l’Italia è uno dei maggiori paesi del mondo che esporta armi, che esporta morte.
    Un passo importante sarebbe invece quello di rendere consapevole l’opinione pubblica che così non possiamo andare avanti, che l’usa e getta, lo spreco, oltre che eticamente (basti pensare ai paesi poveri), deve essere ridotto drasticamente per la sopravvivenza del nostro pianeta. Occorre una consapevolezza che parta dalla base.


    D: La sola raccolta differenziata quanto può servire? In California, a Toronto, Camberra e a Capannori (prov. di Lucca) sembra che l' obiettivo "rifiuti-zero" sia stato già intrapreso...E Napoli?

    R: A Napoli purtroppo si riciclano benissimo solo i politici che dinanzi ad uno scandalo così nefasto non hanno avuto nemmeno la dignità di dimettersi. Ma per fortuna, in questa città ci sono comunità di base che non ci stanno, che resistono.
    La raccolta differenziata porta a porta è la strada maestra, indispensabile. Ma va subito detto che la raccolta differenziata è incompatibile con quei macchinari nefasti denominati erroneamente termovalorizzatori. In tutte le zone in cui ci sono questi inceneritori la raccolta differenziata non supera il 30 massimo 35%. Gli inceneritori sono ghiotti di carta e plastica e per funzionare devono bruciare…
    Raccolta differenziata, che a differenza degli inceneritori, determinerebbe anche un aumento dell’occupazione. Si stima che in Europa potrebbero essere impiegate dalle 200 mila alle 400 mila persone.

    D: Oltre ad essere scrittore lei è anche il direttore di Edizioni Creativa, una casa editrice indipendente che cerca di dare voce ai più deboli...

    R: Penso che debba finire l’idea della letteratura fine a se stessa, vissuta solo in certi ambienti chiusi. L’illuminista napoletano Antonio Genovesi sosteneva che occorre distaccarsi dallo studio sterile, occorre rivolgersi ai pensieri e alle necessità vicini alle cose umane. Ed in questo momento, i più deboli, gli ultimi sono gli abitanti di Chiaiano una località dove tra poco verranno sversate in una cava, sita a pochi passi dal centro abitato, tonnellate di spazzatura. Gli ultimi sono gli abitanti di Acerra e delle zone limitrofe che dovranno respirare e mangiare la diossina che l’inceneritore che stanno costruendo gli sputerà addosso nei prossimi anni. Ad una zona così inquinata si aggiunge altro inquinamento…
    Ma fino a quando si andrà avanti così? Quando si capirà che seppellire è una pratica che deve cessare perché i luoghi disponibili non ce ne sono più e che bruciare rifiuti determina un inquinamento letale per l’uomo, per gli animali e per la terra? Siamo rimasti alla stessa fase di emancipazione dell’uomo primitivo che a punto si limitava a seppellire e bruciare. L’unica vera soluzione invece è comportarsi proprio come fa il nostro pianeta che è in grado di riciclare tutto. Nella natura c’è la risposta, ma dobbiamo prima di tutto imparare a rispettarla, ad amarla.

    Luigi Ciamburro


     

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