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    Referendum: la nostra causa per un possibile effetto

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    Appare chiaro ed evidente che non riescono più a mantenere quello stile imperturbabile che li ha contraddistinti fino a d'ora; la barriera sfarzosa e adamantina, la diga del contegno s'è frantumata a fronte delle tante rivelazioni sfuggite ai controlli mediatici e telematici La casta, la classe politica collusa, quella parte di maggioranza e opposizione legata da vecchi vincoli strategici da cenni di cedimento. Dovremmo, forse, approfittarne.
    In gioco non vi è solo una rivincita, ma un riscatto epocale, il riscatto delle tante ingiustizie che si sono affastellate negli archivi di Stato.

    Conosciamo il gioco degli appalti e degli sub appalti dati e spartiti sullo stesso tavolo che quegli appalti dovrebbe controllare.

    Conosciamo il gioco sottile e mortale delle banche.

    Conosciamo i vari decreti salva culo infilati nei vari pacchetti; pacchetti finanziari, pacchetti criminalità e via dicendo.

    Conosciamo i nomi di tutti i viventi crocifissi con trasferimenti e licenziamenti e i nomi di tutti coloro morti saltati in aria o sparati per aver tentato, ieri come oggi, di combattere questa cerchia potente.

    Conosciamo e riconosciamo nelle elezioni non più lo strumento democratico capace di sovvertire l'ordinario piano folle; i nostri voti vengono trafugati e dirottati dove loro vogliono siano dirottati.

    Conosciamo la storia dei fondi accumulati per le emergenze nazionali, alluvioni, incendi, esondazioni, terremoti, valanghe; finiti allegramente nelle tasche di bestie senza onore né nobiltà.

    Conosciamo una infinità di processi eccellenti finiti in un nulla di fatto, lasciando l'amaro in bocca a chi, quegli abusi di potere, li ha vissuti sulla propria pelle.

    Conosciamo come e perchè è nata la UE, come e perchè le nostre aziende e fabbriche hanno chiuso lasciandoci senza lavoro e speranze.

    Abbiamo i nomi di tutti coloro condannati e indagati per gravi reati contro lo Stato stare ancora li, nella cabina di comando, liberi di manovrare e pilotare e decretare leggi ignobili.

    Ripudiamo il razzismo incitato dalla casta verso i più deboli ed emarginati, ripudiamo la xenofobia vaticana, e conosciamo gli ori e i segreti dello IOR, fortino e forziere vaticano.

    La favola della sovranità popolare è appunto una favola e lo abbiamo capito dai segni che portiamo sulla nostra pelle.

    La popolazione sembra quindi sopraggiungere una comunione d'intenti che se ben dirottata, potrà, da sola, bastare a squarciare una volta per tutte questa teca, la loro, che tiene imprigionata la democrazia.

    Una democrazia per esser tale, per esser vera e non presunta deve vedere, per prima cosa, un continuo cambio e rigenerazione politica: infatti, il primo alimento che facilita l'aggregazione dei poteri forti e gli assicura l'immunità è proprio il poter governare e restare al governo per interi decenni. Questa continuità gli permette di mantenere e di allargare le alleanze criminali e i giochi strategici.

    Inoltre, in una democrazia, non dovrebbero sussistere in nessun modo legami tra banca e politica e tra politica e magistratura e tra politica ed imprenditoria e tra politica e religione, qualunque essa sia. Il politico deve dettare le regole e controllare che tutto si svolga seguendo la legge.

    Loro invece inventano leggi per poter continuare a manovrare le banche, la magistratura, l'imprenditoria e usano la religione come strumento popolare e ignobile per rafforzare le trincee nemiche.

    In uno Stato democratico non dovrebbero esistere organi paralleli che nessuno controlla e ai quali vengono dati da fare, proprio perchè apparentemente invisibili e quindi al di sopra di ogni sospetto, la gestione del denaro pubblico, le gare d'appalto e quanto altro.

    Questa è la piramide, la prima piramide da distruggere.

    Questa vecchia classe politica è riuscita a colonizzare tutti gli organi di informazione, i vertici dei sindacati, i vertici delle associazioni più blasonate dediche ai consumatori, il CSM, televisioni e radio, istituzioni e annessi e connessi, sempre grazie alla loro ultra decennale carriera politica.

    Nel parlamento figurano decine e decine e decine e decine di persone. La maggior parte dei quali fatto un governo tornano a casa senza che nessuno sappia chi sono: tuttavia sappiamo quanto hanno guadagnato senza poter nemmeno provare, nel caso avessero voluto, a cambiare qualcosa.

    A comandare in quelle aule son sempre gli stessi, sempre li in piedi, grazie ai lifting, grazie a qualche segreto elisir, decreti e in piedi, raggrinziti ma forti e potenti e assolutamente inabattibili.

    Altra conferma che il nostro voto, qualunque esso sia, non sortisce effetto alcuno.

    In questi giorni si è parlato e polemizzato sull'election day e sulla possibilità d' accorpazione per risparmiare centinaia di euro.

    La lega ha detto no, la maggioranza non ha polemizzato temendo una dura ritorsione, tale da far cadere la stessa maggioranza.

    Vediamo cosa prevedono i referendum intanto.

    I primi due prevedono il premio di maggioranza.

    Il premio di maggioranza equivale ad un numero di parlamentari da dare in più e che viene assegnato alla coalizione che prende anche solo un voto in più (a livello nazionale alla camera e a livello regionale al Senato) e che non abbia ottenuto il 50% dei voti.

    Questo "premio" consente di avere una maggioranza parlamentare ampia che metta al sicuro il governo anche se l'assegnazione a livello regionale al Senato può comportare una distribuzione non uniforme dei parlamentari assegnati a livello generale.

    Da qui la situazione che ha portato l'impasse al Senato della passata legislatura.

    Da ricordare che le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza.

    Tutto questo non dovrebbe esistere. Come non dovrebbe esistere dare un voto ad un partito ma si dovrebbe poter votare un nome, una persona. Tutta la normativa parlamentare ed elettorale andrebbero riformate totalmente, azzerate e riscritte.

    A noi l'esito di questo referendum non cambierà nulla in quanto, gli equilibri già esistenti, non subiranno alcun danno esistenziale.

    In caso il risultato del referendum fosse positivo il premio di maggioranza verrà dirottato ad una singola lista e non più alla coalizione delle liste. Abrogato s'innalzerebbe la soglia di sbarramento.

    Quindi per ottenere una rappresentanza parlamentare le liste dovranno raggiungere un consenso del 4% alla Camera e dell'8% al Senato. La lista più votata si assicurerà la maggioranza e le minori dovranno tentare di superare lo sbarramento.

    Il terzo quesito riguarda l'abrogazione delle candidature plurime in piu di una circoscrizione per uno stesso candidato. Ma sappiamo che è imperativo gestire quante più poltrone è possibile.

    Evidente l'errore di fondo in quanto non dovrebbe non sussistere mai la possibilità di occupare più circoscrizioni.

    Su questo argomento, ho interrogato amici, parenti, conoscenti ed estranei.

    Ho letto le varie opinioni nel web e al solito ho notato la frammentazione popolare a fronte di una labile possibilità d'usare questi referendum per noi e non per loro.

    Ribadisco che a mio avviso, attualmente e a monte di quello che di cui sopra vi ho parlato, queste elezioni non produrranno cambiamento alcuno.

    Allora perchè non usarlo a nostro vantaggio?

    Perchè non disertare le urne?

    Qualcuno dice che è preferibile dare una mano al proprio partito, io trovo non ci siano oggi partiti da aiutare e che se pure aiutati, pure vincenti, gli stessi nessun cambiamento potranno esercitare fin quando la lobby centenaria resterà radicata al potere.

    Bisogna fare un testa coda violento.

    Bisogna sterzare senza frenare, provare a far deragliare questo treno in corsa e in fuga.

    Disertare le urne in sé non cambierà niente ma produrrà un effetto a catena che potrebbe dare inizio alla svolta cercata. La causa che scatena l'effetto.


     
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