Molti già sanno che il giornalismo italiano sia apertamente schierato politicamente
Abbiamo quotidiani che seguono orientamenti di destra e altri che seguono una linea editoriale più di sinistra. Non c’è sul panorama nazionale un tipo di informazione che rimanga semplicemente neutrale.
Nei tg si parla di commento politico invece che di semplici fatti, distraggono il telespettatore con quelle inutili rubriche sulla cucina oppure sugli animali. Oltre a questa insulsa tendenza dei professionisti dell’informazione italiana, se così li vogliamo chiamare, c’è anche un fenomeno chiamato Tv dolore.
Questa particolare trasformazione del giornalismo, soprattutto televisivo, è stata evidente nel modo in cui i vari telegiornali hanno trattato la tragedia del terremoto in Abruzzo. Ci hanno proposto servizi nei quali degli insensibili quanto sfrontati reporter, pongono ai terremotati delle domande prive di ogni senso del tipo: “signora, come si sente ad aver perso la casa”?
E ancora vogliamo parlare di quel giornalista di Studio Aperto che dinanzi ad una donna appena estratta dalle macerie pensa di chiederle: “ signora è contenta di essere salva”?
Voi cosa rispondereste a quesiti così ben architettate??
Ma dico, chi è quel folle che ha dato il tesserino da giornalista a questi sciacalli dell’informazione. E se non dovesse esservi chiaro il panorama, pensate alle tante interviste che avete visto in questi terribili giorni dove gente emotivamente e fisicamente distrutta si ritrova a dover descrivere ed esprimere il modo nel quale ha perso uno dei suoi familiari. Giornalisti senza il senso della vergogna e di ciò che sia politicamente corretto.
Chiariamo una cosa per gli addetti ai lavori.
La notizia è: terremoto in Abruzzo, 292 vittime.
Tutto il resto, cari lettori ,è solo del commento. Un modo squallido per fare informazione e distrarvi dal vero problema. Per esempio, perché in Abruzzo costruzioni recentemente realizzate sono crollate come castelli di carta?
Rosario Cirigliano
Nei tg si parla di commento politico invece che di semplici fatti, distraggono il telespettatore con quelle inutili rubriche sulla cucina oppure sugli animali. Oltre a questa insulsa tendenza dei professionisti dell’informazione italiana, se così li vogliamo chiamare, c’è anche un fenomeno chiamato Tv dolore.
Questa particolare trasformazione del giornalismo, soprattutto televisivo, è stata evidente nel modo in cui i vari telegiornali hanno trattato la tragedia del terremoto in Abruzzo. Ci hanno proposto servizi nei quali degli insensibili quanto sfrontati reporter, pongono ai terremotati delle domande prive di ogni senso del tipo: “signora, come si sente ad aver perso la casa”?
E ancora vogliamo parlare di quel giornalista di Studio Aperto che dinanzi ad una donna appena estratta dalle macerie pensa di chiederle: “ signora è contenta di essere salva”?
Voi cosa rispondereste a quesiti così ben architettate??
Ma dico, chi è quel folle che ha dato il tesserino da giornalista a questi sciacalli dell’informazione. E se non dovesse esservi chiaro il panorama, pensate alle tante interviste che avete visto in questi terribili giorni dove gente emotivamente e fisicamente distrutta si ritrova a dover descrivere ed esprimere il modo nel quale ha perso uno dei suoi familiari. Giornalisti senza il senso della vergogna e di ciò che sia politicamente corretto.
Chiariamo una cosa per gli addetti ai lavori.
La notizia è: terremoto in Abruzzo, 292 vittime.
Tutto il resto, cari lettori ,è solo del commento. Un modo squallido per fare informazione e distrarvi dal vero problema. Per esempio, perché in Abruzzo costruzioni recentemente realizzate sono crollate come castelli di carta?
Rosario Cirigliano
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