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Damian Watson: malato di Crohn, atleta e ciclista
Damian Watson: malato di Crohn, atleta e ciclista
.Il Tour de France, lui, lo ha vinto comunque! Per vincere, non sempre bisogna arrivare primi: a volta basta solo partecipare
Roma, 8 luglio – . E’ la morale che si può trarre da una bella avventura che, sullo sfondo del Tour de France, si avvia alla conclusione; l’avventura di Damian Watson, giovane australiano appassionato di ciclismo salito alla ribalta della cronaca per essere un malato di Crohn tenacemente impegnato a dimostrare al mondo la sua “normalità”.
Colpito nel 2002 da questa patologia, una malattia infiammatoria intestinale estremamente debilitante che affligge in modo cronico più di 100mila pazienti in Italia, Damian ha imparato a dominare i momenti di crisi che ciclicamente si alternano a pause di riflessione della sintomatologia; una terapia antinfiammatoria integrata con una preparazione probiotica multiceppo ad alta concentrazione (VSL#3) ha permesso all’australiano di prolungare il suo stato di remissione dal Crohn ben oltre 18 mesi (normalmente non si arriva oltre i 4-6 mesi, nel migliore dei casi) al punto da permettergli l’allenamento necessario per le 21 durissime tappe del Tour de France, quest’anno particolarmente impegnativo.
Portavoce internazionale del “Tour de France Charity Project”, una raccolta di fondi internazionale promossa per alimentare la ricerca sulle patologie infiammatorie intestinali, Damian è riuscito a raccogliere 20mila dollari, ringraziando pubblicamente sul suo blog (aggiornato in tempo reale per l’intero percorso di 3500 chilometri del Tour!) tutti coloro che lo hanno sostenuto in questa impresa.
“Sono allo stesso tempo orgoglioso e sorpreso dai risultati ottenuti – afferma Damian - considerando che quello che è stato fatto ha richiesto uno sforzo maggiore di quello che avevo preventivato.
La fatica fisica e mentale, però, è stata ricompensata dai risultati: la meta finale è però quella dei 100mila dollari di raccolta complessiva e spero di raggiungere al più presto questo obiettivo.
” Una dichiarazione di intenti sostenuta anche dal convincimento che la lotta contro patologie di questo tipo parte da una corretta informazione e dalle forti evidenze scientifiche del ruolo rivestito dalla flora batterica intestinale nel mantenere lo stato di benessere in questi pazienti.
Per comunicazioni:
CD Investments, Tel.: 06.5421.1033, E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Ufficio Stampa: Gino Santini – Cell. 328.6268.303 – E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Roma, 8 luglio – . E’ la morale che si può trarre da una bella avventura che, sullo sfondo del Tour de France, si avvia alla conclusione; l’avventura di Damian Watson, giovane australiano appassionato di ciclismo salito alla ribalta della cronaca per essere un malato di Crohn tenacemente impegnato a dimostrare al mondo la sua “normalità”. Colpito nel 2002 da questa patologia, una malattia infiammatoria intestinale estremamente debilitante che affligge in modo cronico più di 100mila pazienti in Italia, Damian ha imparato a dominare i momenti di crisi che ciclicamente si alternano a pause di riflessione della sintomatologia; una terapia antinfiammatoria integrata con una preparazione probiotica multiceppo ad alta concentrazione (VSL#3) ha permesso all’australiano di prolungare il suo stato di remissione dal Crohn ben oltre 18 mesi (normalmente non si arriva oltre i 4-6 mesi, nel migliore dei casi) al punto da permettergli l’allenamento necessario per le 21 durissime tappe del Tour de France, quest’anno particolarmente impegnativo.
Portavoce internazionale del “Tour de France Charity Project”, una raccolta di fondi internazionale promossa per alimentare la ricerca sulle patologie infiammatorie intestinali, Damian è riuscito a raccogliere 20mila dollari, ringraziando pubblicamente sul suo blog (aggiornato in tempo reale per l’intero percorso di 3500 chilometri del Tour!) tutti coloro che lo hanno sostenuto in questa impresa.
“Sono allo stesso tempo orgoglioso e sorpreso dai risultati ottenuti – afferma Damian - considerando che quello che è stato fatto ha richiesto uno sforzo maggiore di quello che avevo preventivato.
La fatica fisica e mentale, però, è stata ricompensata dai risultati: la meta finale è però quella dei 100mila dollari di raccolta complessiva e spero di raggiungere al più presto questo obiettivo.
” Una dichiarazione di intenti sostenuta anche dal convincimento che la lotta contro patologie di questo tipo parte da una corretta informazione e dalle forti evidenze scientifiche del ruolo rivestito dalla flora batterica intestinale nel mantenere lo stato di benessere in questi pazienti.
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