Dopo un esordio a modo suo, non sono mancate le solite barzellette e l’elencazione precisa dei risultati conseguiti fino ad oggi dal suo governo, il capo del governo ha attaccato tutti e tutto, senza risparmiare nessuno. Il Silvio nazionale ha attaccato la stampa e in particolare quella straniera che, a suo dire, sputtana il presidente del Consiglio, democrazia e nostro paese”. E poi passato a parlare dell'emergenza rifiuti a Napoli, del terremoto in Abruzzo, dell'Alitalia, della politica contro gli immigrati clandestini. Il presidente del Consigli ha poi ribadito la sua linea dura contro la Consulta e non ha mancato nemmeno di lanciare una stoccata ai giudici. L'obiettivo espresso da Berlusconi era chiaro. Seguendo il filo del suo discorso si capisce che come lui stesso ha ribadito: occorre impedire che frange politicizzate della magistratura, con l'ausilio di una Corte costituzionale di sinistra e di una stampa che sputtana il Paese, disarcioni chi è stato eletto dalla volontà popolare. Anche su come raggiungere questo risultato il premier ha le idee chiare quando ha affermato che: “occorre riformare la giustizia, separando i giudici dai pm; cambiare le norme sulle intercettazioni e forse, visto che non lo dice esplicitamente, ritoccando la Carta costituzionale”. Se tutto questo avrà un seguito, quello di Benevento non sarà quindi stato un discorso qualsiasi, ma l'annuncio di una svolta nella volontà di 'riforme radicali' per il Paese.“C'è uno spirito anti italiani, ha detto il cavaliere, ci sono giornali stranieri, imbeccati da certa stampa italiana, che muovono solo accuse assurde e ridicole che danneggiano l'immagine dell'Italia, sputtanando non solo il presidente del Consiglio ma la nostra democrazia e perfino i nostri prodotti all'estero, proprio quando invece bisognerebbe dare dell'Italia un'immagine bella, forte e pura e non certo inquinata da tutto ciò che si dice sulla stampa in queste ultime settimane”. Il premier è apparso in forma come non mai. Ha sciorinato alla platea gli ultimi sondaggi che gli attribuiscono un gradimento del 68 percento affermando che: “C è un'Italia che grida vergogna e assassino ma c'è anche un'Italia vera, buona, generosa e audace che si manifesta con spirito di abnegazione, a partire dal miracolo in Abruzzo”. “Non si può più andare avanti così, io non ho mai usato parole fuori luogo”, si è sfogato il premier. “Venendo qui e leggendo i giornali mi sono chiesto davvero cosa sia cambiato dal '93, quando l'intervento della magistratura fece fuori tutti i partiti e tutti i protagonisti di quei partiti furono costretti a lasciare, qualcuno anche l'Italia. Mi sono risposto che oggi, di diverso, c'è il fatto che abbiamo il consenso degli italiani e il fatto che abbiamo il Popolo della libertà: insomma di diverso ci siamo noi”, ha aggiunto Berlusconi. Poi è passato a parlare del Lodo Alfano parlando della Consulta: “ è composta da 11 giudici di sinistra”. “una situazione del genere non si ripeterà mai più”. “Andiamo avanti con la riforma della giustizia, a partire dalla separazione dei pm dai giudici”, ha continuato. “In moltissime democrazie, ha affermato il cavaliere, non c'è bisogno della norma contenuta nel Lodo Alfano, perchè in Francia e in Inghilterra i pm non sono autonomi e indipendenti nel più alto arbitrio ma sono sottoposti al ministro della Giustizia e all'esecutivo”. Berlusconi ha anche ricordato, aggiunge con un tocco di teatralità, di come nel'94 fu costretto a dimettersi dopo l'avviso di garanzia durante la conferenza dell'Onu sulla criminalità a Napoli: “Stanno cercando ora di fare la stessa cosa ma state sereni che non accadrà”. “Dobbiamo trovare il modo di riportare il nostro Paese sulla strada di una vera e compiuta democrazia e libertà, dando la possibilità e l'assoluta certezza ai cittadini di eleggere coloro da cui vogliono essere governati e consentire così di governare il Paese per una intera legislatura”. Un chiaro riferimento alle prossime riforme istituzionali e costituzionali che il cavaliere ha in mente di attuare. Il leader del Pdl torna anche sul Lodo Mondadori e parla dell’ingegnere Carlo De Benedetti definendolo il vero leader carismatico del Pd. “L'editore di giornali come 'Repubblica' e 'L'Espresso' ha aperto una campagna di attacco al premier, magari nella consapevolezza di avere un'azione civile in corso, affidata ad un giudice del quale se ne sentiranno venire fuori delle belle”, ha detto Berlusconi.
Il riferimento era chiaramente al magistrato milanese Raimondo Mesiano e alla sua sentenza. “Pensava di indebolire il premier con una ‘character assassination’ in pieno svolgimento ancora adesso”. Non è mancato l'attacco al Pd: “Ci troviamo di fronte a un'opposizione che non si sa più che cosa sia. Di certo non corrisponde al suo nome, Partito democratico”, ha affermato. “Non credono nei valori della democrazia, ha continuato Berlusconi, ne' credono che i cittadini possano indicare coloro che devono governare. Pensano che il popolo sia un bue narcotizzato dalle tv e che il governo debba essere portato avanti dall'elite”. “Insomma, sono ancora i vecchi comunisti di sempre”, ha affermato il cavaliere. Il presidente del Consiglio non ha tralasciato di trattare nemmeno l’argomento delle intercettazioni a lui tanto caro: “In una democrazia la privacy e la riservatezza sono un bene primario di ogni cittadino. In Italia questo diritto non è tutelato, anzi è quasi calpestato e le intercettazioni sono una patologia tutta nostra. Per questo motivo stiamo lavorando ad una riforma con la quale permetteremo le intercettazioni solo in presenza di reati gravi”, ha sottolineato il premier. Dal palco di Benevento ha poi annuncia per mercoledì un piano per realizzare in meno di 2 anni prigioni civili per 20mila posti. “così torneremo ad essere un Paese civile”, ha affermato. Per la prima volta Berlusconi parla anche di presunte indagini sui fatti di mafia che lo riguardano: “In questa campagna contro di me c'è anche il ritorno ad un possibile coinvolgimento a fatti di mafia di venti e passa anni fa, con una perdita di immagine all'estero attraverso l'imbeccamento di tutti i giornali internazionali”. “Eppure, assicura, nessun governo nella storia della Repubblica italiana ha mai fatto tanto come questo nel contrasto alla mafia. Infine il Cavaliere ha parlato del nucleare e dell'emergenza in Campania riservando un affondo agli ambientalisti: “Dobbiamo dire grazie agli ecologisti ossessivi della sinistra che hanno voluto che si distruggesse qualunque possibilità di andare avanti con l'energia nucleare”. Ha infine aggiunto che: “l'emergenza a Napoli e provincia è stata risolta anche grazie all'entrata in funzione dell'inceneritore di Acerra”.
Ferdinando Pelliccia
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