“L'emergenza rifiuti in Campania non è assolutamente finita”. Ad affermarlo l'assessore regionale all'ambiente Walter Ganapini nel corso di una conferenza stampa tenuta per per illustrare le diverse fasi del progetto per l'avvio di una serie di bonifiche in Campania. Sarà la discarica di 'Lo Uttaro', nel casertano, ad essere il primo dei 5 siti campani scelti per essere bonificati nei prossimi mesi.
“I rifiuti per le strade di Napoli non sono spariti con la bacchetta magica, ha spiegato l'assessore, ma perchè l'allora commissario Gianni De Gennaro, con il nostro lavoro, aveva preparato i siti dove portarli e l'Esercito, con la nostra collaborazione, aveva messo in piedi la struttura logistica per portarli via”. L'assessore ha anche spiegato che: “la fine dell'emergenza ci sarà quando avremo le società provinciali che funzionano, con gente perbene e manager adeguati, che gestiscano l'intero ciclo dalle isole ecologiche fino alle discariche, passando per gli impianti di recupero”. Ganapini ha poi illustrato i risultati ottenuti finora spiegando che: “siamo riusciti a convincere le strutture del sottosegretario all'emergenza rifiuti a ripulire gli impianti ex Cdr, che sono pronti a riprendere la loro funzione”. “Dovevano essere pronti 12 impianti per fare compost e biogas della sostanza organica, ora dovremmo investire 80
milioni per metterli a posto. Lo faremo, però la chiave di volta è che nascano in modo serio, adeguato e trasparente le società provinciali. Da questo punto di vista condividiamo l'allarme lanciato del prefetto Ciliberti rispetto al consorzio di Caserta”.
Parte dunque la bonifica della discarica di 'Lo Uttaro' un'area di 22 ettari situata a Caserta. La discarica originariamente nata per accogliere 600mila tonnellate di rifiuti per una profondità di 15 metri. Poi, in modo abusivo, è stata portata a 30 metri di profondità per accogliere oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti. “Rifiuti della cui natura poco si conosce”, come ha sottolineato l'assessore Ganapini. “Il percolato proveniente dai rifiuti incrocia la falda acquifera che passa ad una profondità di 27 metri, per cui per almeno 3 metri di profondità ci sono dei rifiuti nell'acqua che traslano i loro componenti direttamente nella falda diretta verso il mare”, ha spiegato l'assessore che nel contempo ha riconosciuto ai medici di base della zona casertana il merito di aver dato l'allarme per gli alti livelli di patologie tumorali. “Dai medici di base del Casertano ci giungono segnali allarmanti sull'insorgenza, soprattutto a livello infantile, di leucemie e forme tumorali acclarate e che potrebbero avere una causa scatenante nell'inquinamento delle falde acquifere del territorio, in particolare del quartiere Acquaviva di Caserta, dove esiste una discarica dove, per decenni, sono stati sversati rifiuti a elevata contaminazione”, ha spiegato l'assessore regionale Ganapini.
“Fare una bonifica non significa tirare via una montagnola di rifiuti, ha spiegato il responsabile campano all'ambiente, ma si tratta di un'operazione tecnologicamente complessa che parte dall'asportazione dei materiali e finisce con la messa in sicurezza del sito. Questo significa anche bloccare a monte e a valle la falda acquifera in modo che non entri più in contatto con i rifiuti”. Ad effettuare la campagna di caratterizzazione, l'Arpac, l'agenzia regionale di tutela ambientale, mentre all'Arcadis spetterà la gestione del progetto esecutivo. Infine l'assessore ha spiegato che: “in un momento successivo avvieremo anche ogni percorso per rivalerci su chi ha operato questo danno all'ambiente. Per ora togliamo da Caserta quel cancro immondo che si chiama ex Ecologica Meridionale”. Gli altri 4 siti campani scelti per essere bonificati nei prossimi mesi sono Giugliano, Regi Lagni, nel napoletano, il territorio dell'ex raffineria Q8 a Napoli e le cave di Castelvolturno al confine tra provincia partenopea e Terra di Lavoro. Per le operazioni di bonifica la Regione per ora dispone solo di circa 60 milioni di euro, dei 280 milioni previsti.
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