Il 30% delle imprese localizzate nel Nordovest e al Centro ha risentito 'molto' della crisi economica, contro il 26% del Nordest e il 23% del Meridione.
E' quanto risulta da un indagine, condotta a primavera e contenuta nell'occasional paper 'La crisi internazionale e il sistema produttivo italiano' della Banca d'Italia.
'La quasi totalita' delle imprese ha dichiarato di aver subito gli effetti della crisi - si legge nello studio - giudicandola piu' grave delle precedenti e indicando nell'autunno 2008 l'avvio della sua fase piu' acuto'. Solo l'8,7% delle imprese nel Nordovest e al Centro, infatti, ha dichiarato di non aver sofferto 'per nulla' gli effetti della crisi, contro il 10,4% di aziende del Meridione che si sono dichiarate 'immuni' dalla recessione globale.
Tra le principali difficolta' riscontrate e dichiarate dalle imprese nel corso dell'indagine, svetta il calo della domanda (il 60,3% delle industrie ne ha sofferto), il pagamento dei committenti (problema che ha riguardato il 62,8% delle industrie). Meno difficolta' per il reperimento dei fondi (20,8%) e soprattutto nel reperimento delle materie prime.
Se invece ci si concentra sulle risposte messe in atto dalle imprese per far fronte alla crisi, il 50,8% del totale (industria e servizi) ha contenuto i costi, il 21,4% ha contratto i margini, il 13,5% ha tentato la diversificazione dei mercati. Solo il 5,5% ha puntato sul miglioramento dei prodotti.
'Solo alcune delle imprese piu' grandi, con oltre 500 dipendenti - si legge nell'occasional paper - hanno preso in considerazione la possibilita' di delocalizzare i propri impianti produttivi, anche se quasi nessuna segnalava questa modalita' come la principale strategia di risposta alla recessione'.
In ogni caso, il 51% delle imprese ha dichiarato che avrebbe continuato ad applicare la stessa strategia aziendale, crisi o non crisi, mentre il 15,3% ha dichiarato di puntare sugli investimenti nel marchio o nel brand.
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