Il Giappone è indiscutibilmente all’avanguardia nel campo della robotica; non passa mese che non arrivi qualche annuncio di nuove ricerche o di nuovi strabilianti risultati ottenuti in questo campo.
In tutto il mondo il Giappone è conosciuto come il paese dei robot e in nessun posto come qua siamo vicini a ricreare gli scenari immaginati da Isaac Asimov nei suoi celeberrimi romanzi e racconti sui robot. Il professore, 46enne, Hiroshi Ryu, insegnante all’università di Chiba, è esperto di robot basati su creature viventi. Il professore Ryu ha presentato alla stampa il prototipo di un minuscolo robot la cui forma ricorda quella di un colibrì.
Il robot, dal peso di 2.6 grammi, non ricorda il simpatico uccello solo nella forma, ma anche nel movimento; grazie a quattro minuscole ali – capaci di 30 battiti al secondo – riesce a volare e a compiere evoluzioni in aria salire, scendere, girarsi a destra e a sinistra. E’ dotato un piccolissimo motore e da un sensore a raggi infrarossi che gli permette di muoversi liberamente. Non è ancora capace di fermarsi a mezz’aria, ma questo sarà il prossimo traguardo che si è prefissato il professore Ryu. Entro il Marzo del 2011 dovrebbe essere anche dotato di una micro telecamera.
Il minuscolo robot, costato circa un milione e mezzo di Euro (200 milioni di Yen) dovrebbe trovare il suo utilizzo nella ricerca dei criminali e dei dispersi in caso di calamità naturali. Altro interessante utilizzo potrebbe essere nel campo delle esplorazioni in ambienti ostili all’uomo come, per esempio, su pianeti e satelliti come la Luna o Marte.
Il governo di Tokyo non lesina certo i finanziamenti per la ricerca nel campo della robotica. Lo sviluppo in questo settore è dettato, principalmente, da esigenze pressanti in cui l’uso di robot, sempre più intelligenti e sofisticati, può costituire una soluzione possibile. Basti pensare al problema demografico che rischia di ridurre considerevolmente la forza lavoro; in questo caso i robot potrebbero andare ad occupare i posti lasciati vacanti dai lavoratori che vanno in pensione, ma non ricoperti dai giovani che sono sempre di meno.
C’è poi un problema ambientale con cui il Giappone è chiamato costantemente a confrontarsi: le catastrofi naturali. Nonostante il grande sforzo per prevenire ed educare la popolazione al giusto comportamento da tenere, le perdite sono sempre troppo elevate: avere piccoli robot capaci di infiltrarsi tra le macerie, per esempio di un palazzo crollato, in cerca di sopravissuti è senza dubbio di una importanza fondamentale.
Come si può ben intendere, quindi, il Paese del Sol Levante, quasi per la sua stessa sopravvivenza, non può non puntare sull’industria della robotica.
Cristiano Suriani
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