La politica italiana sta vivendo un periodo di stasi: il miraggio della cultura xenofoba prende piede.
Le masse stanno subendo l’egemonia ideologica degli ordini che provengono dall’alto. Basta girarsi intorno e trovare malessere diffuso: precarietà e incertezza economica. Nelle fabbriche o in campagna si respira odio xenofobo per la nuova crociata contro gli immigrati. L’unica colpa di questi ultimi è quella di appartenere a popolazioni lontane, tutt’ora in guerra e ridotte alla miseria.
Altro punto desolante della vita pubblica italiana è rimarcato dal crescente pessimismo per il nuovo decennio, che genera disorientamento e desolazione nelle persone più provate dalla crisi economica.
Quest’ultima, abbinata al welfare che non aiuta i giovani, crea nella società italiana frammentazione ideologica, che spesso diventa anche politica. La mancanza di ideali forti, accompagnata dalla pochezza di contenuto interiore della politica, sta portando la massa a chiedere a gran voce un nuovo “miracolo italiano”, sia economico che morale.
Le nuove generazioni costrette a lavorare saltuariamente e private di un futuro roseo e certo chiedono a gran voce condizioni di vita dignitose, occupazione stabile e protestano per la mancanza di sussidi di disoccupazione.
Le tasse universitarie troppo alte sono un perenne ostacolo per chi vuole crescere culturalmente e dispone di un reddito misero. La meritocrazia universitaria si deve affermare nella debole società italiana, per creare coesione sociale e ideologica. Spesso molti giovani lavorano con i contratti a progetto nei call center, venendo pagati una miseria e subiscono la precarizzazione selvaggia, frutto di una legislazione scadente e priva di tutele sociali ed economiche.
Antonio Gramsci ha affermato “La storia è libertà in quanto è lotta tra libertà e autorità, tra rivoluzione e conservazione, lotta in cui la libertà e le rivoluzioni continuamente prevalgono sull’autorità e conservazione”.
La libertà di espressione, mai così minacciata in Italia, e i gesti e le manifestazioni che accompagnano le proteste contro l’operato del governo di centrodestra, sono simboli straordinari delle virtù tipiche dell’Italia libera e democratica. La quale non vuole cadere nel retaggio dell’autoritarismo e della deriva totalitaria del secolo scorso, accompagnata da false illusioni, che hanno creato palliativi degeneranti, che costituiscono medicine pericolose per la vita democratica dei paesi europee. Le guerre hanno portato le nazioni alla rovina e alla follia, portando alla distruzione ideali democratici e solidali.
Il professor Valerio Castronovo ha affermato “Oggi che assistiamo a quella sorta di rivoluzione che ha preso il nome di Internet, ci chiediamo se la libertà individuale di comunicare e dialogare con gli altri, senza alcun vincolo di spazio e di mobilità, possa agevolare non solo gli sviluppi del mercato globale, dell’economia e degli scambi commerciali, ma anche la convivenza fra genti diverse, l’affermazione dei diritti della persona e di nuovi valori sociali.”
Giovanni Giuliano
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