I Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato un primo sospetto collegato all’auto piena di esplosivo e armi rinvenuta a poche centinaia di metri dal persorso che il Presidente Napolitano, il ministro Gelmini e il procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso avrebbero dovuto percorrere per andare all’aeroporto della città.
Si tratta di Francesco Nucera, classe 1964, che sarebbe colui che alle 11 di mattina del 21 gennaio fece la denuncia per il furto della sua Fiat Marea. Per Nucera il reato sarebbe di favoreggiamento aggravato. Più che un’intimidazione diretta allo Stato e al Governo, che dopo la bomba in Procura Generale e i fatti di Rosarno stanno dedicando alla Calabria e al contrasto alla ‘Ndrangheta la massima attenzione, l’arsenale mobile custodito in quella Fiat Marea, che non è di certo un’auto adatta acompiere attentati, poteva essere destinato ad altri appartenenti alla ‘Ndrangheta e l’auto potrebbe esser stata solo un mezzo di trasporto dell’armamentario. Ma le indagini sono solo all’inizio e chissà quali sorprese ci riveleranno l’esame delle due bombe incendiarie e gli accertamenti del Ris di Messina. Di certo il clima è teso, la potenza militare della ‘Ndrangheta è innegabile.
Questo clima di tensione e allarme accogolierà i ministri del Governo Berlusconi il 28 gennaio, che come promesso dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, a Reggio Calabria pochi giorni fa, terranno una seduta speciale del Consiglio dei Ministri per esporre i 10 punti per combattere la ‘Ndrangheta. La priorità del governo è di contrastare la ‘Ndrangheta, la criminalità organizzata più pericolosa e pervasiva che ci sia, e l’unica ad essere stata inserita dal Ministero del Tesoro degli Stati Uniti, nella Black List delle dieci organizzazioni di narcotraffico mondiale alla quali applicare la stessa normativa di contrasto che viene applicata a Al Qaeda.
Nerina Gatti
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