Infiltrazioni d’acqua lungo le pareti, pavimentazione sconnessa, servizi igienici insufficienti e in cattivo stato, intonaco staccato dai cornicioni, impianto idraulico da revisionare, porte sostenute da un solo cardine, sfasciate al centro.
Questo lo stato in cui si trova la palestra della scuola media Amerigo Vespucci, in via Panoramica a Monte di Procida. Locale destinato allo svolgimento delle lezioni di educazione fisica degli alunni e utilizzata da numerose Associazioni Sportive durante le ore non curriculari.
Degrado, fatiscenza, pericolo.
Per l’acqua che gocciola sulla centralina elettrica, per l’assenza di riscaldamenti, per gli spigoli vivi, per i bagni e gli spogliatoi in pessime condizioni igienico-sanitarie. L’elenco è lungo, agghiacciante. E le immagini fanno il resto.
A lasciare maggiormente sconcertati però, non è lo stato di abbandono e incuria, non è l’evidente inagibilità, non sono le scritte sui muri o gli attrezzi ginnici inutilizzabili. A lasciare maledettamente interdetti è l’indifferenza. Di chi potrebbe fare e non ha fatto, di chi sollecitato ha preferito ignorare e lasciar correre.
Nel corso degli anni, il dirigente scolastico dell’I.C.S. Vespucci, dott.ssa Fernanda D’Agostino, ha ripetutamente evidenziato lo stato di potenziale rischio del locale e suggerito possibili soluzioni. Era il 2006 quando il consiglio d’istituto decise di subordinare il parere favorevole relativo all’utilizzo della palestra alla realizzazione di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, era il 2007 quando, in seguito al parere sfavorevole espresso dallo stesso, un rappresentante di un’associazione sportiva si preoccupò di far verniciare le pareti, ed era nel Luglio dello stesso anno quando il dirigente scolastico segnalava al comune “l’opportunità offerta dalla delibera della Giunta Regionale Campania circa l’erogazione di contributi agli enti locali, pari al 50% della spesa, per lavori di ristrutturazione, miglioramento, ampliamento e completamento di impianti e attrezzature sportive degli istituti scolastici”. Contributi che andavano chiesti entro Settembre di quell’anno a cui nessuno diede importanza. Contemporaneamente, venivano fatti sopralluoghi dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Istituto Scolastico, arch. Forte, e stilati una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, che rivestivano un carattere di necessità e urgenza.
La Scuola difendeva se stessa. Dall’incuria e l’abbandono, dal pressapochismo, dalla noncuranza, dal disinteresse. Verificava, segnalava,
sottolineava. Nel frattempo tutto continuava ad essere identico a se stesso. Le documentazioni si accumulavano ignorate e il tempo e le piogge facevano il resto.
L’ennesimo sopralluogo, prima delle feste natalizie, vedeva un piccolo corteo attonito formato dalla preside, dalla vicepreside, dal sindaco Franco Iannuzzi, dal neo- assessore all’edilizia scolastica, Peppe Scotti, dal funzionario preposto, dott. Scuotto, dal responsabile dell’Ufficio Tecnico, ing. Marasco e da un rappresentante di un’associazione sportiva, Biagio Romeo. Il primo cittadino, particolarmente indignato e preoccupato per le imminenti rappresentazioni teatrali delle feste natalizie (poi messe in scena altrove) prometteva una pronta risoluzione, inutile dirlo, mai arrivata.
Pareti imbiancate di fresco e un po' di stucco a coprire qua e là le crepe dei marmi delle gradinate. Con i vetri rotti, gli avvallamenti della pavimentazione, il materiale di risulta abbandonato poco lontano. Intatta è la rovina, sotto una mano di vernice bianca. E così la Scuola decide di continuare a difendersi. Col coraggio, l'ardore e la lungimiranza di chi si batte per la salvaguardia della salute e della sicurezza dei minori.
Punta i piedi e, con la forza della ragione, chiude i battenti della palestra.
Alessandra Sagliocchi - A&J
Redazione Freebacoli
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