Ho trovato interessante l’intervista “basta leggi su misura e insulti ai magistrati” rilasciata da mons. Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, a Marco Politi e pubblicata oggi su “Il Fatto”; convinto come sono che in Italia venga messo sempre più in discussione il rapporto potere/responsabilità.
In tutti i Paesi a democrazia avanzata gli esecutivi sono stati dotati di più poteri per decidere tempestivamente, fare in modo che la politica riesca a governare una società in continuo divenire e regolamentare i fortissimi poteri cresciuti al di fuori della politica stessa. Ma al rafforzamento degli esecutivi, nelle varie forme e livelli di governo (nazionale o federale, regionale o locale), ha corrisposto un bilanciamento di poteri, a partire dal controllo di legalità esercitato dagli altri organi dello Stato e, ad esempio, incoraggiando l’informazione libera e indipendente. Anzi, in quei Paesi, la responsabilità politica è stata rafforzata, tanto che di fronte ad uno scandalo non si attende l’accertamento della responsabilità penale: ministri ed esponenti politici stranieri, di fronte a vicende meno gravi di quelle che investono ripetutamente e vergognosamente certa classe dirigente del nostro Paese, si dimettono.
In Italia, invece, scatta un meccanismo perverso per cui ai maggiori poteri dell’esecutivo si fa corrispondere una richiesta prepotente di maggiori privilegi e impunità.
Tutto parte dai problemi giudiziari del Presidente del Consiglio. Adesso, dopo tanti anni, le leggi ad personam, per evitare io processi, si sono trasformate in un modo di pensare le classi dirigenti, lo Stato e la politica: i privilegi e l’impunità diventano sempre più una prerogativa di chi gestisce il potere, a qualunque livello.
Le democrazie diventano mature e forti quando al potere corrisponde maggiore responsabilità, viceversa rischiano di cadere in derive populiste e autoritarie.
Allora la politica si svegli, si guardi dentro, impari a selezionare la classe dirigente, a liberarsi dalle collusioni e dalla corruzione, per costruire un legame solido e virtuoso tra legalità e sviluppo.
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