Nell'ultimo numero della rivista Internazionale (n.838 - 19/25 marzo 2010) si trova un'interessante inchiesta di Serge Enderlin un bravo giornalista svizzero sulla costruzione di una centrale nucleare in Finlandia, la prima di nuova costruzione in Europa dopo Chernobyl.
La centrale nucleare, la terza ad Olkiluoto, costruita dalla francese Areva, una formula uno nel suo campo, è la stessa società che vuole entrare in Italia per intenderci, ha intrapreso l'impresa apparentemente secondo tutti i crismi della grande impresa.
Ma ad uno sguardo più attento, si vedono moltissimi scricchiolii, che hanno indotto alcuni ingegneri finlandesi a pensare che Areva stia in realtà trattando l'impianto come un work in progress e i cittadini della zona e i lavoratori come cavie.
Una moltitudine di lavoratori sono stati presi nelle vicine Polonia e Lituania, perchè ovviamente costano meno, e si sono trovati a lavorare la mattina dopo al loro arrivo, senza conoscenze pregresse o corsi di formazione.
E, nonostante questo, i costi di produzione stanno lievitando e c'è chi dice che arriveranno quasi a raddoppiare, con la conclusione che il surplus dovranno sorbirselo i cittadini finlandesi sulla loro bolletta dell'elettricità, in barba al luogo comune che vuole che con il nucleare si possa arrivare ad un abbattimento dei costi per i cittadini.
Ma non sono questi gli aspetti che ci possono interessare in questa sede. L'articolo è molto ben scritto e pieno di informazioni interessanti e sarebbe stucchevole riassumerlo.
Ciò che invece possiamo rimarcare, è riassumibile in sostanza in tre punti: a) Uranio, b) età e c) immedesimazione. A) L'Uranio. Secondo alcune stime fatte direttamente dal centro visite della centrale nucleare di Olkiluoto, AL RITMO ATTUALE DI ESTRAZIONE DELL'URANIO, resterebbero altri 50 anni di estrazione.
Il che vuole dire NULLA.
Le estrazioni dal sottosuolo hanno il brutto vizio di costare sempre di più con il procedere del tempo, e questi costi in salita in modo esponenziale portano inevitabilmente a guerre (Iraq, Afghanistan) o a spostamento di equilibri (economia e criminalità organizzata). Perciò, l'energia nucleare NON è un'energia rinnovabile, perchè del tutto assimilabile al petrolio.
B) E questo ci porta all'età.
Ci sono manager, politici e consiglieri che stanno decidendo il nostro futuro, un futuro che loro non vedranno mai. Prendiamo ad esempio Berlusconi: quante possibilità ha di vedere la prima centrale nucleare funzionante in Italia?
Poche senza la clonazione e ancora meno ne ha di arrivare oltre il 2100, cioè quando dovrebbe essere spenta sempre la prima centrale nucleare italiana. Perché devono decidere del nostro futuro e di quello di chi ancora deve nascere, persone così avanti negli anni?
C) Possiamo immedesimarci nella situazione della centrale nucleare in costruzione in Finlandia, riportando i più di mille difetti che Greenpeace ha contato tra difetti di costruzione e falle nella sicurezza del cantiere. Possiamo pensare alla qualità che sarà pretesa da chi lavorerà nelle centrali nucleari italiane, una qualità che sarà senz'altro tenuta in grande conto dal nostro sistema clientelare e di raccomandazioni. Possiamo pensare alla trasparenza con la quale saranno trattate le fasi dei lavori e con la quale saranno accolti giornalisti tipo il nostro Serge Enderlin.
Sarà la nuova calata dei francesi, ma stavolta con il beneplacito dei lombardi e dei siciliani che contano.
www.emilianosabadello.com
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