Viene offerta una soluzione che non è frutto di un dibattito nella sede naturale di ogni democrazia, e cioè il Parlamento, bensì di una scelta architettata, dopo una lunga serie di contraddizioni, sempre dal medesimo presidente del consiglio, convinto di essere l'amministratore delegato dell'azienda Italia; una scelta imposta come scontata, come se si trattasse di una tombola con esito previsto, quella tombola che ha già estratto l'ambo, il terno, la quaterna e la cinquina, tutto assegnato al medesimo giocatore che si è accaparrato le cartelle.
Ora si attende solo la tombola con la conferma di una leadership senza leader, che, però, pretende decidere per tutti, in nome e per conto di un "bene per gli italiani" che è stato il viatico della più pesante presa per i fondelli esercitata da un governo in carica da 150 anni a questa parte.
Così si attende l'esito scontato, senza neanche riflettere e far riflettere su "chi dovrebbe decidere"; si tratta di contrastare il metodo di "acquisizione di potere", opponendogli un auspicabile "spirito di servizio", specie in un momento storico ed economico di emergenza.
Il metodo di potere ha già steso i suoi tentacoli accaparrandosi posizioni determinanti al solo scopo di dilatare se stesso.
Per materializzare la speranza occorre fare chiarezza, rendendosi conto che la possibile alternativa soffre di una eccessiva parcellizzazione e non tenta nemmeno la ricerca di un comune denominatore in grado di generare una base solidale su cui edificare la propria credibilità.
Eppure tale base esiste, ma non viene esplorata, privilegiando l'antitesi ideologica alla sintesi costruttiva; la base consiste in una medesima tradizione solidaristica, pur se ispirata da differenti (ma non contrastanti) ideologie: la tradizione cattolica e la tradizione socialista entrambe tenute insieme dalla reciproca vocazione democratica.
Non può esserci spazio né per il fondamentalismo dei teocon alla Binetti o Magdi Allam, né per il radicalismo libertario alla Bonino, o le fantasmagoriche voluttà di Bossi, espresse a pernacchie e dito medio elevato nel suo cielo; questi estremi sono destinati ad ostacolarsi a vicenda senza mai raggiungere un punto propositivo.
Così il nome "selezionato tra i più affidabili", di colui, cioè, che dovrebbe decidere, come viene auspicato, non può sortire che dalla tradizione solidaristica in grado di superare le divergenze dialettiche in nome del più urgente spirito di servizio, per non cadere, o ricadere, nell'attuale trappola del potere fine a se stesso.
Rosario Amico Roxas
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