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May 25th

    Visita a Venezia

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    Sia in un giorno di sole o di pioggia, sia nella bella stagione che durante l'inverno, le sensazioni di incantesimo e di magia che suscita una visita a Venezia, sono difficilmente paragonabili a ciò che si può provare in altri pochi posti del mondo. Venezia

    Venezia

    Uno tra gli scrittori tedeschi più grandi dell'Ottocento scrisse questa pagina su Venezia che non si può trascurare di leggere.
    La sera del 29 settembre, giorno di San Michele.
    Su Venezia si è già tanto detto e pubblicato che non voglio entrare in particolari nelle descrizioni.

    Dirò soltanto le mie impressioni. Ma, nuovamente, ciò che soprattutto mi colpì fu il popolo, una grande massa costretta dalle circostanze a stabilirsi in questa strana marinaI
    .Questa stirpe non si è rifugiata per piacere su quest'isola.
    Non fu per capriccio che quelli venuti dopo si unirono ad essi.

    La necessità insegnò loro a cercare sicurezza in un luogo così poco vantaggioso da cui seppero trarre partito, e che, dopo, fu loro tanto favorevole; furono avveduti e saggi quando il mondo settentrionale era ancora avvolto nelle tenebre.

    Da questo ne seguì come necessaria conseguenza il loro aumentarsi ed arricchirsi.
    Le abitazioni sorgevano come per incanto, e sempre più serratamente,
    Sabbie e paludi furono rimpiazzate da rocche.

    Le case chiedevano aria: come gli alberi che sono rinchiusi, si sforzavano di guadagnare in altezza ciò che a loro mancava in larghezza.

    Avari di un pollice di superficie, costretti fin da principio in piccolo ambito, non lasciarono fra le case più spazio di quanto era indispensabile fra una fila di fabbricati e l'altra per lasciare un passaggio ai cittadini.

    Del resto l'acqua teneva loro luogo di strade, di piazze e di passeggiata.

    Il veneziano doveva diventare un  uomo tutto speciale come la sua Venezia: non può paragonarsi che a se stesso.

    Il Canal Grande, che serpeggiando attraversa tutta la città, non la cede a nessuna strada del mondo. Il tratto di mare, che si estende davanti la piazza di San Marco, non ha uguali di quel grande specchio liquido formato a guisa dito mezza luna al di qua della vera Venezia.
    Al disopra di questa superficie d'acqua si vede, a  sinistra, l'isola di San  Giorgio; più lontano, a destra, la Giudecca col suo canale, e, ancora più lontano, a destra, la dogana e l'entrata del Canal Grande ove vidi subIto spiendermi inanzi i due enormi templi di marmo
    Queste sono, in brevi tratti, le cose principali che colpiscono gli occhi  quando, fra le due colonne, entriamo nella piazza San Marco.
    Tutte queste prospettive si vedono tanto spesso, nelle incisioni, che gli amici possono farsene facilmente un'idea.
    Dopo pranzo mi affrettai a procurarmi innanzi tutto un'impressione complessiva e, dopo essermi alquanto orientato, m'inoltrai, senza guida, nel labirinto della città, la quale tagliata com'è da canali e canaletti, è riunita da ponti e ponticelli.

    Senza vederlo non si può immaginare come tutto, qui, sia ristretto, compresso. Ordinariamente si può misurare, un press'a poco, la larghezza della strada distendendo le braccia.
    Nei vicoli più stretti se si poggiano le mani sui fianchi, si toccano ì lati con i gomiti. Vi sono, è vero, delle vie più larghe e anche delle piazze, ma nell'insieme, tutto si può dire molto angusto.
    Trovai facilmente il Canal Grande e il ponte principale di Rialto: esso consiste in un solo arco di marmo bianco.
    Da quel punto elevato la veduta è grandiosa. Il canale è popolato di battelli che apportano dalla terra ferma quanto occorre alla vita, e qui, soprattutto, approdano e scaricano. Fra i battelli si vedono formicolare le gondole.
    Specialmente oggi, giorno di San Michele, si ha un colpo d'occhio d'una animazione meravigliosa.
    Ma per rappresentarvelo, in qualche modo, devo rimontare!! un po' indietro.

    Le due parti principali di Venezia, separate dal Canal Grande, sono riunite
    dall'unico ponte di Rialto; ma si sono provvedute altre comunicazioni per mezzo
    di pubbliche barche aperte che compiono il loro tragitto in punti determinati.


    Oggi era davvero una scena attraente vedere delle donne ben vestite, coperte
    petòd'un velo nero, che si riunivano in gruppi, per andare in chiesa a festeggiare
    il grande Arcangelo.

    Abbandonai il ponte e mi recai ad un punto di approdo pe! ammirare più da vicino le donne che sbarcavano. Trovai, fra queste, dei visi e delle forme bellissime.
    Quando fui stanco, presi posto ìn una gondola.

    Volli abbandonare le vie strette e procurarmi lo spettacolo opposto: traversai il lato settentrionale del Canal Grande, attorno all'isola di Santa Chiara, mi cacciai nelle lagune, mi introdussi nel canale della Giudecca, nelle vicinanze della piazza San Marco; e pareva anche a me essere divenuto, ad un tratto, padrone del mare Adriatico come si sente di essere ogni veneziano quando è sdraiato nella sua gondola.

    Wolfgang Goethe

    Viaggio in Italia

     
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