Tagli previsti : 25 milioni di euro. In concomitanza con l’anno internazionale della biodiversità il governo italiano “partecipa” fattivamente a tale evento ! Come? Tagliando , nella manovra finanziaria i fondi destinati ai parchi nazionali .
Incurante delle strategie di politica ormai mondiali che in questo periodo mirano alla valorizzazione e allo sviluppo del patrimonio naturalistico di ogni Paese, il governo Berlusconi riduce di 25 milioni di euro sovvenzionamenti che per l’anno 2011 andrebbero a garantire la sopravvivenza di decine di migliaia di specie animali e vegetali che albergano nei nostri parchi. Animali tipici come l’orso, il lupo, l’aquila in tale forsennato processo potrebbero essere minacciati fino alla completa scomparsa , insieme con tante altre specie che trovano rifugio in vere e proprie riserve protette rappresentate dai parchi che oggi costituiscono il 5 % del territorio nazionale.
Tale taglio ( definito come valore economico : meno di mezzo caffè al giorno per ogni italiano ) da una parte rappresenta una somma bassissima che nulla porta nelle casse dello Stato per coprire gli immensi buchi neri della nostra economia , dall’altra condizionerà fortemente i programmi inerenti le oasi di biodiversità che, private di tale sostegno, finirebbero per non reggere più neppure i livelli di interventi in atto. Forse non tutti sanno cosa rappresentano davvero un parco, un’oasi ecologica, una riserva protetta. Essi sono un insieme di elementi territoriali che l ‘Unione Europea chiama “ servizi ecosistemici” . Infatti se il parco viene visto dai più con la funzione primaria di tutelare la sopravvivenza di specie animali e vegetali, che diversamente non troverebbero alcun habitat alternativo per continuare a vivere, contemporaneamente dobbiamo sottolineare le altre funzioni che detti territori hanno nell’ambito del nostro ecosistema .
Essi non solo rappresentano gli “scrigni “ delle biodiversità, ma sono anche gli ultimi avamposti indispensabili alla tutela della qualità della nostra vita , polmoni ossigenanti dell’aria che respiriamo, nonché elementi determinanti dell’acqua che beviamo. Né dobbiamo mai dimenticare che è proprio il parco l’oasi naturale dove l’uomo, in un rapporto diretto , fatto di sensazioni ed emozioni, con la natura e gli animali ,può ritrovare se stesso e la propria dimensione esistenziale allontanandosi dal mondo industrializzato dei consumi e della massificazione che non lascia il tempo di guardarsi intorno e neanche , soprattutto, dentro.
D’altra parte una buona programmazione della gestione del territorio sarebbe la base per il rilancio di un turismo alternativo ( oggi attratto da Paesi come la Croazia che si sono proposti di non deturpare la natura così come avvenuto da noi ) . Tutto ciò a favore ,quindi, anche di un turismo ecosostenibile che valorizzerebbe le nostre risorse naturali e che porterebbe così ricavi economici provenienti dalla difesa della vita.
Purtroppo sembra che l’attuale politica italiana sia ancora troppo lontana da questa visione , presa da interessi personali e di parte e da opere che non hanno affatto a cuore il bene del nostro ecosistema e del nostro Paese.
Michele Ciani
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