
Ma gli esperti affermano che la femmina del coccodrillo è una madre esemplare.
Prendiamo un coccodrillo femmina del Nilo: essa scava sulla spiaggia una buca profonda da 20 a 30 centimetri in cui deposita le uova, che poi ricopre di terra servendosi della coda e di tutto il corpo; quindi fa loro la guardia, allontanandosi raramente.
Durante il periodo di incubazione (da 84 a 90 giorni), il terreno si indurisce sotto i raggi del sole tropicale, coprendo il nido fino a farlo diventare duro quasi come roccia, cosicché, al dischiudersi delle uova, i piccoli non riescono a uscire alla superficie, ed emettono delle grida; la madre provvede allora a creare un'apertura, e, appena i coccodrilli escono fuori, li afferra coi denti, delicatamente.
Sembra quasi inghiottirli, e i neonati scompaiono nel grande gozzo.
In realtà i neonati «inghiottiti» sono vivi e vegeti, tutti raccolti nella gola materna, formata da una pelle elastica tesa lungo la mascella inferiore.
Quando l'intera nidiata (una ventina e più) è sistemata, la madre si sposta fino al bordo dell'acqua e, una volta entrata, apre le fauci e libera i suoi figli.
La questione, dunque, è farli arrivare là sani e salvi.
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