
"Contrariamente all'omonimo
Il protagonista di tanti romanzi, il mammifero alato diffuso nel Centro e Sudamerica non è un killer terrificante, e non è nemmeno enorme, come spesso viene dipinto, bensì minuto, lungo circa 7 cm.
Non «succhia» il sangue: lo lecca, come fa un gatto col latte.
E' vero che questo pipistrello può essere attratto dal sangue umano, ma, che si sappia, nessuno è mai morto per il morso di un vampiro sano; solo quelli idrofobi infliggono ferite mortali.
In ogni caso, le sue vittime preferite sono gli animali selvatici o domestici, come mucche, maiali, oche.
Posandosi adagio sulla preda il pipistrello produce una ferita superficiale con gli aguzzi incisivi e lecca il sangue che ne sgorga.
Una sostanza che si trova nella sua saliva impedisce al sangue di coagularsi prima che egli sia sazio: e per arrivare a tale risultato gli bastano circa 30 grammi di sangue al giorno, perdita di cui la vittima non risente, a meno che non sia assalita da più vampiri.
Perché questo essere si ciba di sangue? Come abbia iniziato non si sa, ma ora il suo apparato digerente è così «specializzato» che non può mangiare altro.
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