Il testo che proponiamo è un esempio di saggio del secolo scorso: l'autore è Charles Darwin (1809-1882),
il naturalista inglese al quale si deve la formulazione della teoria, dell'evoluzionismo, basata sul principio della selezione naturale. Questa teoria, esposta nel 1859 con il saggio
L'origine della specie, suscitò violente polemiche e la netta opposizione della Chiesa, poiché si poneva in contrasto con la narrazione biblica della creazione; e ancora maggiore fu lo scandalo quando, con L'origine dell 'uomo del 1871, Darwin affermò che anche la specie umana deriva da altre specie animali.
Darwin espone la sua teoria sull'evoluzione dell'uomo, ripercorrendone le tappe e formulando ipotesi sul progenitore comune di tutti i mammiferi superiori.
Le sue argomentazioni, logiche e consequenziali, sono espresse in un linguaggio stringato, preciso e incalzante, ma al tempo stesso gradevole e mai eccessivamente carico di termini specialistici;
Considerando la struttura embriologica dell'uomo e la regressione cui è suscettibile, possiamo parzialmente ricostruire nella nostra mente la condizione primitiva dei nostri progenitori; e possiamo approssimativamente collocarli al loro posto nella serie zoologica.
Impariamo in tal modo che l'uomo è disceso da un quadrupede peloso, con la coda
e con orecchie aguzze, probabilmente di abitudini arboree, e abitante del vecchio mondo. Questa creatura, se un naturalista ne esaminasse la struttura, sarebbe classificata tra i quadrumani esattamente come il progenitore ancora più antico delle scimmie del vecchio e del nuovo
I quadrumani e tutti i mammiferi superiori probabilmente sono derivati da un antico marsupiale, e questo, attraverso una lunga linea di forme diversificate, da alcuni esseri simili ad anfibi, e questi a loro volta da animali simili a pesci.
Nella profonda oscurità del passato possiamo vedere che il primo progenitore di tutti i vertebrati deve essere stato un animale acquatico, provvisto di branchie, con i due sessi uniti nello stesso individuo, e con gli organi più importanti del corpo, quali il cervello e il cuore, sviluppati imperfettamente o non sviluppati affatto.
Questo animale sembra che sia stato più simile alla larva dell'attuale ascidia marina, che a qualsiasi altra forma conosciuta.
Dopo essere giunti a questa conclusione sull'origine dell'uomo, l'alto livello delle nostre facoltà intellettuali e la disposizione morale, è la maggiore difficoltà che si presenta.
Ma chiunque ammetta il principio di evoluzione, deve rendersi conto che le facoltà mentali degli animali superiori, che sono dello stesso genere di quelle dell'uomo, anche se di grado inferiore, sono suscettibili di miglioramento.
Così la differenza tra le facoltà mentali di una scimmia superiore e di un pesce è
immensa, così come quella tra una formica e una cocciniglia, tuttavia il loro sviluppo non presenta alcuna difficoltà particolare, in quanto nei nostri animali domestici le facoltà mentali sono sicuramente variabili, e le variazioni sono ereditarie.
Nessuno dubita che esse siano di estrema importanza per animali allo stato di natura. Quindi le condizioni sono favorevoli alloro sviluppo attraverso la selezione naturale.
La stessà conclusione può estendersi all'uomo; l'intelletto gli deve essere stato di grande utilità, anche in un periodo molto remoto, in quanto lo ha messo in grado di inventare e di usare il linguaggio, di fare utensili, armi, trappole, ecc. con cui, con l'aiuto delle sue abitudini sociali, fin da molto tempo è diventato il dominatore di tutte le creature viventi.
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