
Molto spesso si parla di droga, in particolare delle nuove droghe. A mio parere, però, non se ne parla in maniera adeguata.
Le nuove droghe (ketamina, ecstasy, cocaina) e quelle vecchie (come ad esempio l'eroina) causano, tra gli altri, danni devastanti al cervello, specie a quello dell'adolescente che è ancora in formazione.
Succede spesso che chi ha fatto uso di queste droghe abbia difficoltà di ragionamento, incapacità cognitiva e di memorizzazione, ma anche disturbi comportamentali.
Intaccando le facoltà del cervello, queste droghe compromettono l'adeguato sviluppo della personalità, causando a volte anche l'insorgere di malattie mentali.
Sarebbe compito di ogni istituto scolastico fornire un'adeguata informazione in proposito, avvertendo i ragazzi sui danni devastanti al cervello causati dall'uso di queste sostanze.
Questa non è retorica a buon mercato, ma la pura e semplice verità.
Molti giovani usano droghe perché, così facendo, si sentono in fondo "trasgressivi".
Ma la "trasgressione" è ben altra cosa. Trasgredire significa contestare le norme sociali di riferimento, ma per far questo bisogna riflettere, e per averne la capacità non bisogna rovinare il proprio cervello.
Molti giovani giustificano il consumo personale di droga, dicendo di essere "indotti" al cosiddetto sballo dal disagio personale·causato dalle scarse opportunità che questa società offre alle nuove generazioni.
Ma, a ben vedere, una scusa come questa sembra poco credibile; infatti, per combattere le ingiustizie e disuguaglianze sociali, è necessario più che mai essere vivi e presenti, sviluppare un proprio pensiero con il quale opporsi ad ogni male.
Ed è proprio la capacità di pensare che queste droghe vanno irrimediabilmente a compromettere.
Rosa Aimoni
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