Seoul, 25 novembre. L'ombra della guerra oscura il cielo coreano. Dopo l'attacco lanciato da Pyongyang contro l'isola diYeonpyeong, nel Mar Giallo e presieduta dalle truppe sudcoreane, la tensione sul fronte asiatico è a dir poco altissima.
In queste ore, nuove e pensantissime dichiarazioni non farebbero altro che confermare quanto sopra. La Nord Coreaha parlato di ulteriori attacchi, un secondo, un terzo anche in caso "di nuovo avventate provocazioni", tutto ciò riferito dall'agenzia di stampa KCNA. A quel punto sarebbe guerra.
Seoul si sta infatti preparando ad affrontarla, cercando però contestualmente di scongiurarla priori, a quanto pare.
Esponenti del Ministro degli Esteri sudcoreano hanno spiegato che "Nel corso di colloqui telefonici con il Segretario Hillary Clinton, abbiamo concordato che attraverso l'esercitazione saremo in grado di... mandare un segnale chiaro al Nord in rapporto alla recente situazione" . Le manovre saranno quindi congiunte; militari coreani opereranno assieme a quelli USA.
Questo, pare, anche perchè le istituzioni governative della Nord Corea avrebbero rifiutato i colloqui: la Yonhap riporta quanto uscito ancora dal Ministero degli Esteri "Sembra che la Nord Corea abbia respinto la proposta sul tavolo dicendo che non c'è nulla da guadagnare dai colloqui".
Il mondo è preoccupato; anche alla luce della recente scoperta di un impianto per l'arricchimento dell'uranio sito in Nord Corea. La paura è che venga utilizzato per produrre armi. Sulla questione oltre al presidente USA Obama, si sono espresse anche le massime istituzioni russe, cinesi e giapponesi.
Sarebbe stato proprio Kim Jong-II, secondo fonti locali, ad ordinare l'attacco all'isola nel Mar Giallo. Non quindi un gruppo autonomo di soldati del Nord. Ciò, a rigor di logica, sarebbe supportato anche dalle dichiarazioni minacciose, espresse nelle ultime ore, di nuovi possibili attacchi.
Il leader nordcoreano, solo poche ore prima del'attacco, avrebbe fatto visita con il figlio al seguito alla base dalla quale sono partite le cannonate che hanno colpito Yeonpyeong, provocando anche la morte di due militrari. La stessa cosa la pensa anche Mike Mullen, ammiraglio e Capo di stato maggiore USA, che ha invocato contestualmente l'intervento della Cina, l'unica in grado di esercitare una certa pressione su Pyongyang.
A.S.
Fonte: http://www.newnotizie.it/2010/11/25/la-corea-del-nord-minaccia-nuovi-attacchi-esercitazioni-al-sud/
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