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    Referendum Mirafiori: hanno "vinto" le pistole alla nuca

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    sedia_elettricaIl primo titolo visto poco fa sui risultati del referendum a Mirafiori riguarda il servo dei servi Angeletti: "Decisione sofferta, ma hanno vinto le ragioni del lavoro".

    Chissà cosa ha già avuto il coraggio di dire lo statalizzato e sacconiano Bonanni.
    Si starà leccando il baffetto da futuro ministro a qualcosa perché ce l'ha fatta, non ce l'hanno fatta i lavoratori, figurati!, ce l'hanno fatta loro, lui per primo. Andrà a festeggiare con D'Alema.
    Il Segretario generale Cisl dice che "ora al via la fabbrica del futuro!".
    L'UGL unge il manganello per passarlo a Marchionne e l'AD della FIAT è in orgasmo perché ora può finalmente incassare immediatamente i 140 milioni di euro che gli provengono dalle azioni privilegiate che in stock solo per lui gli ha donato la Dirigenza e attendere senza far nulla che gli arrivino gli altrettanti capitali dai regali di Borsa.
    Chissà se Cisl e Uil hanno detto con chiarezza inequivocabile ai propri iscritti che gli "accordi" firmati con e per il padrone sono concordati allo stesso tavolo dove si siede l'UGL e che l'UGL è semplicemente il nuovo nome della CISNAL, che la CISNAL era il "sindacato" dell'MSI.
    Si vorrebbe sapere proprio da Bonanni e Angeletti che cosa c'entrino con i diritti dei lavoratori i fascisti della Polverini.
    Ce lo devono dire se hanno ancora uno spicchio di faccia presentabile.
    Ma non ce l'hanno, quindi se ne guarderanno bene.
    Non diranno come mai la signora Polverini si trovi oggi ad essere la Governatrice del Lazio, quali meriti politici ha accumulato per ricoprire questa carica: l'aver rappresentato per anni il sindacato nero?
    Strane coincidenze carrieristiche: una fascista tamarrissima a capo della Regione più importante d'Italia che è riuscita a battere, ancora non si sa come, Emma Bonino e un ex di Ordine Nuovo a Sindaco di Roma. Stessi saluti almirantiani, identico disegno.
    Si chiama spartizione concordata: tu dai una mano, ma anche tre, al cavaliere nano pazzo e puttaniere per mantenerlo a galla sulla merda e garantirgli i voti che non lo espongano ai processi che lo attendono, e in cambio avrai una 24 ore, un posto in business class per Antigua, una ciotolina di pregiati bocconi per retriever, una collanina con farfalla e diamantini, una trombata con la bona di turno, un posto qui o là, chissà all'INPS o all'ex Ministero del Lavoro, come si vocifera per Bonanni.
    Veramente gente asservita al peggiore dei poteri mai sperimentati in Italia.
    Teste chine e lingue biforcute al sistema parentopoli, amicopoli, fottopoli, rubopoli, mafiopoli, ricattopoli…
    "Al via la fabbrica del futuro": quella che esce dalla pistola puntata alla nuca degli operai metalmeccanici di Mirafiori, la stessa tecnica usata a Pomigliano.
    Identico crimine: o voti per il padrone e lo autorizzi a schiavizzarti come meglio desidera o scordati il lavoro e vai affanculo.
    Se a Pomigliano l'arma è stata stata solo fatta vedere, a Mirafiori le hanno persino montato un puntatore laser, così potevano colpire senza sbagliare.
    I proiettili li ha forniti il premier che tra la solita paranoia della persecuzione giudiziaria perché si tromba minorenni e lo scoprono, ha inserito l'infelice e ignobile affermazione: "se vincono i no, Marchionne e gli altri industriali fanno bene a lasciare l'Italia".
    Faresti bene a lasciarla anche tu, insieme a loro, ma esattamente come ha fatto Craxi o Ben Ali solo ieri dalla Tunisia.
    Non può esserci soluzione diversa oltre la cacciata.
    I limiti sono colmi e soprattutto dolorosi per la società che lavora e sopravvive.
    E' inaccettabile che si chiedano sacrifici continui ai cittadini onesti a reddito fisso da persone che guadagnano ogni anno 6.000 volte il mio stipendio, che hanno capitali all'estero, vengono protetti dallo scudo fiscale e se l'Italia fallisce, come sta fallendo, se ne andranno dopo averci stramunti nei paradisi fiscali dove hanno le proprietà.
    Per la FIAT il Governo e Marchionne ci hanno chiesto soldi su soldi negli anni, l'azienda che rappresenta l'Italia nel mondo è stata salvata dai nostri denari, non certo da quelli dei finanzieri e per ringraziamento cosa ci dice oggi l'AD che veste il maglione? O votate quello che voglio io o me ne vado in Serbia o Canada e non investirò più nulla in Fiat Italia.
    Bravo!
    Magari restituissi prima quello che hai ricevuto dalle nostre tasche… poi puoi anche andartene. Non sei indispensabile: oltre che terribilmente antipatico odori di incapacità manageriale lontano un miglio, si troverà qualcuno migliore di te, questo è certo.
    Questa "meravigliosa fabbrica del futuro" nasce con la minaccia e l'illegalità: se ti ammali in periodi che non piacciono al padrone ti tolgono una giornata di lavoro per punizione, poi due; se scioperi rischi il licenziamento; se protesti si vendicano e possono anche cacciarti; il tuo sindacato che per difenderti non ha firmato l'accordo non ti può più rappresentare in azienda: per Marchionne, Bonanni, Angeletti e Sacconi la Fiom e la CGIL in generale sono ininfluenti, inesistenti, dovrebbero scomparire.
    Vietato dire no.
    Permesso solo lo stare a 90°, amare il padrone, erotizzarsi con la catena di montaggio, trattenere la pipì e provarne piacere perché pausa uguale vergogna e poco cottimo, sorridere sempre anche se si sta morendo; perché tra un lavoro da schiavo e la miseria della disoccupazione cosa puoi scegliere?
    Non ha importanza neppure se i dati del Referendum dimostrano che i sì hanno vinto grazie solo ai 400 voti dei "colletti bianchi" e che in realtà il risultato chiesto dalla sola FIOM da solo vale oltre il 46% e dimostra incontrovertibilmente che è lei che rappresenta i metalmeccanici, non altri.
    46% contro una vittoria di Pirro di sei/sette sigle che urlano "al miracolo!" rendendosi perfettamente conto che il sì ha "vinto" per volontà degli impiegati carrozzeria quadri di Marchionne e non certo dei lavoratori alla catena che difatti hanno scelto di rigettare l'accordo della vergogna.
    Che ognuno si occupasse quindi del proprio compito e lo facesse al meglio; per primo Sacconi che dovrebbe pensare a fare il ministro e non il tifoso del padronato seguito a ruota da Brunetta; poi Bonanni e Angeletti che dovrebbero finirla di sostituirsi al padrone e a Sacconi e capire che il loro ruolo è da dirigenti sindacali e non da pseudo ministri di questo sfascismo.
    Se non possono più difendere le conquiste operaie e la storia del Movimento che ha dato vita allo Statuto dei Lavoratori, se ne vadano, e la smettano di svendere in saldo le vite degli altri e mai le loro.
    Non hanno vinto né le ragioni del lavoro, tantomeno la fabbrica del futuro.
    Ha semplicemente e chiaramente "vinto" di stretta misura la bugia e la mistificazione.
    Le bugie hanno vita e gambe corte.
    Come sono venute al pettine le palle raccontate dal premier sulla minorenne Ruby ed ora i PM chiedono il processo con rito immediato per lui e indagano Fede, Mora e la Minetti, arriverà pure la vostra ora.
    E' una questione storica e biologica.
    Il fascismo non è mai passato, da alcuna parte.

    Lucio Galluzzi

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