La situazione militare in Libia (a seguito di una risoluzione pasticciata che lascia notevoli spazi di interpretazione) rischia di complicare in modo preoccupante le relazioni internazionali.
Al conflitto politico tra Italia e Francia (con la nostra Nazione che cerca di far capire che non si può andare oltre un certo limite nei bombardamenti di Tripoli), sembra aggiungersi in questi delicati frangenti anche un incipiente mal di pancia della Russia, dove si è assistito nei giorni scorsi ad un imprevisto botta e risposta tra Putin e Medvedev per quanto riguarda l’atteggiamento militare della coalizione anti-Gheddafi, con il primo che parla esplicitamente di crociata in stile medievale e con il secondo che subito lo ha ripreso ricordando in sostanza le sue prerogative presidenziali di capo della politica estera russa.
Già questo solo fatto fa capire come la Russia non vede di buon occhio uno stravolgimento delle indicazioni dell’ONU e del resto l’annuncio che a breve si riunirà il comitato NATO-Russia (per discutere sui limiti e sulla giusta interpretazione da dare alla risoluzione 1973) testimonia di uno scontro che potrebbe tradursi in gravi difficoltà per la coalizione, già di per sé alle prese con le sempre crescenti tensioni tra Italia e Francia sugli obiettivi della guerra libica.
Non si dimentichi che proprio Sarkozy e Berlusconi ebbero un ruolo di primo piano nella risoluzione del conflitto Russia-Georgia del 2008, con il primo impegnato direttamente con Medvedev nel piano di pace e con il secondo che pare abbia direttamente trattato con Putin per una ricomposizione pacifica del conflitto, ragion per cui la Francia prima o poi dovrà tenere conto dell’influenza italiana nel mondo, specie se la Russia dovesse irrigidirsi nelle sue richieste di cessate-il-fuoco e giungesse a chiedere addirittura lo stop immediato dei bombardamenti, richiamandosi peraltro alla risoluzione dell’ONU che non prevede ad esempio invasioni di terra e forse neppure bombardamenti indiscriminati contro obiettivi immobili, quali caserme, porti, depositi ecc.
Appare chiaro da quanto precede che il mondo sta correndo su binari molto ma molto pericolosi e che la Libia potrebbe diventare la scintilla di un conflitto molto più vasto e Dio non voglia che la Russia entri direttamente nel conflitto proprio per bloccare i bombardamenti e per far applicare i principi veri della risoluzione 1973 dell’ONU.
Vipom
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