
Berlusconi, Repubblica 9 aprile 2011 - Avere l'indiscusso potere di stabilire cosa sia "giusto" è il sogno più antico dell'umanità.
E' un sogno che facilmente può tentare qualunque, l'uomo della strada, l'impiegato, il dirigente, l'operaio, l'imprenditore, il politico, l'amministratore pubblico, il giornalista, ma quando coinvolge un presidente del consiglio il rischio diventa grave e, anche, storicamente documentato , perché non basta più la convinzione di "essere nel giusto" ma viene esercitato anche il convincimento che gli altri, quelli che non lo osannano, siano irrimediabilmente dalla parte sbagliata, emarginati nella "parte sbagliata" della nazione governata.
E' la medesima sindrome di onnipotenza che colpisce tutti i dittatori e gli aspiranti dittatori; lo sforzo di convincimento mira a coinvolgere i fedelissimi, con lusinghe, promesse, donazioni, liberalità, ad aggregarsi in quel "giusto" per fornire una legittimazione democratica schierandosi decisamente con quel giusto che opera esclusivamente per il bene comune. Viene falsato anche il concetto di bene comune soddisfacendo i bisogni e le voluttà di una minoranza della popolazione, acriticamente schierata con il fine dicitore che elenca i propri meriti e la propria fattività dentro una realtà smobilitata dal vero.
«Chiedo al buon Dio di darci uno sguardo dall'alto, perchè in questo momento abbiamo bisogno anche di lui per riuscire»
(Il Messaggero del 9 aprile 2011)
C'è da chiedersi "Da quale parte sta Dio" ?
Quando Bush decise la guerra in Iraq, mentendo sulla disponibilità di Saddam di armi di distruzione di massa, concluse il discorso alla nazione nel quale annunciava l'imminente "guerra preventiva", con la fatidica frase "Dio salvi l'America". Dall'altra parte, in attesa dei bombardamenti che avrebbero falciato vittime innocenti, si pregava "ALLAH AKBAR", che si traduce in "Allah è il più grande" e non, come vorrebbero critici ignoranti dell'Islam, "Dio è grande", cadendo nel relativismo del termine, perché grande è un aggettivo che compendia il relativismo (l'elefante è grande se rapportato al cane, ma diventa piccolissimo se rapportato ...alla luna !).
Per gli inglesi Dio dovrebbe essere sempre impegnato a salvare il loro re.
I crociati si sacrificarono nelle crociate di conquista perché "Deus vult", Dio lo vuole, riproponendo quel Dio degli eserciti che Cristo aveva rinnovato nel Dio dell'Amore.
Non sappiamo see Dio porti una giacchetta, ma è certo che in tanti, anche troppi, cercano di tirarlo dalla propria parte e di giustificare, nel Suo nome, anche le più turpi nefandezze.
Probabilmente dall'alta sponda del Tevere i gerarchi della religione, che pochissimo comprendono della Fede e di tutto ciò che distingue la Fede da tutte le religioni, avranno apprezzato questa ipocrita sortita, anche perché accompagnata da un ricco finanziamento pubblico alle scuole che fanno capo al medesimo Vaticano.
Mi auguro che il cavaliere non utilizzi analoghi argomenti nel corso delle sue festicciole al bunga-bunga, offenderebbe la Fede che alberga nei cuori più semplici; ma non è detto, lo facciamo capace di tutto e anche di qualcosa in più; in tal caso ci sarebbe pronta una vaticana contestualizzazione.
Rosario Amico Roxas
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