
Boom di incassi per l’esordio cinematografico di Massimiliano Bruno. La commedia, distribuita dalla O1, narra le vicende della 35enne Alice (Paola Cortellesi) che si ritrova, suo malgrado, a fare l’escort a causa dei debiti lasciati dal marito, deceduto in un incidente.
Ad aiutarla Eva (Anna Foglietta), escort “navigata”, che le insegna trucchi e mosse per diventare una perfetta signora d’alto bordo. Nella sua nuova vita incontra, nel quartiere popolare del Quarticciolo dove si trasferisce insieme al figlio di 9 anni, Giulio (Raoul Bova), proprietario di un internet point di cui poi s’innamora, il portiere Lionello (Rocco Papaleo), profondamente razzista e la coppia coatta Enzo e Tiziana (Lillo Petrolo e Lucia Ocone).
Le ultime commedie, basti pensare a “Qualunquemente”, ci presentano l’attualità, politica e culturale, in una versione sarcastica e al tempo stesso riflessiva. Con un’attrice poliedrica e ironica come la Cortellesi le risate sono assicurate. Così come Anna Foglietta, l’escort professionista che si svela fragile e intelligente a dispetto dell’apparente volgarità e stupidità che prevede il suo lavoro. Poco convincente Raoul Bova nell’interpretazione di un romano alle prese con il fallimento del locale frequentato da stranieri che usufruiscono di internet senza pagare.
Un gruppo affiatato, che anche in conferenza stampa, ha precisato come il film sia nato prima dello scoppio del caso delle ragazze dell’Olgettina. Certo il riferimento all’attualità politica è evidente e non si può nascondere, come ha sostenuto il regista, “È inevitabile che al cinema si parli anche di attualità: se in questo momento la nostra classe politica non ci rende orgogliosi, non si può tacere” ma “la verità è che io volevo girare una commedia sui sentimenti e sull’umanità delle persone, soprattutto quelle che amo, e cioè chi si fa il mazzo onestamente”.
Una donna snob che si toglie i panni della ricca borghese e per amore del figlio scende ad un compromesso impensabile. È la stessa Cortellesi a ribadire quale sia il fulcro del film ossia “scelte estreme, compromessi, solidarietà e anche amore”. Ad uno sguardo attento è chiaro che il film non promulga un messaggio tipo “se siete senza lavoro fate le escort”. Ma non tutti hanno colto questa sfumatura, accusando il film di essere qualunquista ed eccessivamente leggero.
Perché ad emergere come tematica rilevante c’è soprattutto la tolleranza. Un confronto fra diversità che, ancora una volta al cinema ma non nella realtà, viene rappresentata come arricchimento. Alice entra a contatto con un mondo a lei estraneo e schifato, per poi amarlo e farlo suo. La conoscenza dei valori antichi (e persi?) come la dignità, che, forse, al di là delle apparenze, sono rimasti solo lì, in quei quartieri trascurati e poco chic.
Ma rimane un dubbio. Alice e Giulio s’innamorano ma lei mente sul suo lavoro. Lui la scopre per caso durante un addio al celibato. Dopo un prevedibile scontro i due tornano insieme. E tutti vissero “felici e contenti”. Nella realtà davvero un uomo avrebbe accettato l’amore di una “escort per caso”?
La pellicola, che ha riscosso successo di pubblico ma anche di buona parte della critica, ha ottenuto ben 5 nomination ai David di Donatello, che si terrà a Roma il prossimo 6 maggio: miglio regista esordiente, miglior attrice protagonista, miglio attrice non protagonista (Anna Foglietta), miglior attore non protagonista (Rocco Papaleo), miglior canzone originale (Capocotta Dreamin- Maurizio Filardo).
Francesca Britti
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