
Si è tenuta oggi presso il dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza di Roma la presentazione del nuovo libro di Piero Gaffuri dal titolo Web-Land, edito da Lupetti-Rai Eri.
È la storia di un viaggio dalla televisione alla meta realtà, di come il web governa ormai la nostra quotidianità, influenzandola. Ma il nuovo media sta mettendo in crisi l’egemonia del mezzo mediatico tradizionale, la televisione. Seppur da più parti si continua a sostenere che la tv è e rimarrà il primo punto di riferimento per l’utente.
Web-Land rappresenta un nuovo spazio dove avviene la fusione tra reale e virtuale, come nel caso di Locast 2.0, progetto realizzato a Venezia da Rai Nuovi Media e Massachusetts Institute of Technology. La sperimentazione prevedeva il passaggio dal Web 2.0 allo Spazio 2.0, inteso come spazio fisico “aumentato”, quello che gli inglesi chiamano “augmented reality”. Locast 2.0 si basa sull’unione di tre elementi: un computer, un cellulare e un monitor indossabile che funge da navigatore fornendo all’utente in estemporanea informazioni multimediali sui luoghi che sta percorrendo.
Ma il successo di questo progetto trova le sue radici in Rai.tv, che ha segnato in modo epocale il passaggio dai siti-brochure ai contenuti interconnessi tra di loro. Internet, quindi, è la tecnologia che sempre più andrà modificando la nostra cultura e soprattutto la tv, rendendola “ubiqua e da semplice elettrodomestico per il salotto di casa a strumento visivo intorno a noie location based delle nostre esperienze e delle nostre avventure”.
A sostegno dell’autore Silvia Calandrelli, vice direttore Rai Tre. Un plauso al libro di Gaffuri, definito “un saggio non solo teorico ma un’esperienza concreta”, per poi concentrarsi sui casi di Rai.it e Rai.tv di cui si ritiene molto orgogliosa essendone una delle responsabili. “Siamo andati incontro alla nuova generazione soprattutto grazie alla creazione del palinsesto partecipato come è successo con “Vieni via con me” di Fazio e Saviano.
“La forza di questo libro è aver raccontato con leggerezza e audacia quello che per i giovani oggi pare scontato, il mondo della multimedialità”, ha sottolineato Antonio Maccario di Arsenale 23, struttura specializzata nella creazione e produzione di format di comunicazione innovativi e nella produzione e distribuzione di contenuti interattivi per piattaforme broadband, mobile, Dvd, Web tv e broadcast.
A concludere la conferenza gli interventi di Mihaela Gavrila, docente di Analisi dell’industria culturale del e organizzatrice dell’evento e Alberto Marinelli, docente di Teorie della comunicazione e dei nuovi media, secondo cui “c’è bisogno di qualità delle esperienze, delle interfacce”.
Ne viene fuori, quindi, che la tecnologia sì conta ma ad essere determinante ancora una volta è il contenuto dei prodotti mediali, tradizionali o “new media”.
Francesca Britti
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