
Terminate le relative elezioni amministrative spagnole, che hanno comportato la batosta elettorale per i socialisti e la contestuale crescita del partito delle schede nulle o bianche, arrivato al 4,5%, ora gli indignados devono esser fermati.
Tale movimento spagnolo ultimamente è visto con vivo interesse anche in Italia, oltre che in Francia.
In varie città come Roma o Bologna si diffondono piccole iniziative di gran valore sociale.
Ma nello stesso tempo si intravedono quelle dinamiche che hanno sempre logorato i movimenti.
La fretta del dover decidere, il burocratizzare il movimento, il tentare di indirizzare le discussioni, il qualunquismo pseudo-legalitario, ma specialmente il fatto che ad oggi tale movimento sembra esser solo studentesco.
Anche se i ragazzi sono i primi a dire che non sono un movimento studentesco, ma la realtà sostanziale è ben diversa e dovrà mutare per forza di cose se vorrà divenir altro.
Dall'altro lato invece si vedono le cose positive, come lo spirito di partecipazione, il voler capire, l'entusiasmo di vivere un qualcosa di nuovo e diverso dalla solita ordinarietà nonchè il voler contribuire a modellare il sistema.
Perchè questo movimento non vuole distruggere il sistema, ma modellarlo chiedendo più democrazia diretta.
Non è questo il momento di fare discussione sul fatto che il problema è dato proprio dalla democrazia oggi esistente, dal sistema, o dal fatto che non si può modellare ciò che non funziona e mai funzionerà.
Esiste una realtà spontanea che vuole andare contro questo schifo esistente ed in qualche modo occorre difenderla ed esserne partecipi direttamente od indirettamente.
Però deve esser anche riconosciuto il fatto che la condizione sociale ed economica italiana non è come quella spagnola, dove il tasso di disoccupazione giovanile è il doppio rispetto a quello del non più Bel Paese.
Veniamo alla Spagna, agli Indignados, ed alla forte denuncia sollevata dalla CNT.
La CNT spagnola denuncia ciò che si percepiva nell'aria da tempo.
Ovvero che passate le elezioni nelle “Comunidades Autonomicas” [ Regioni] e nei Comuni, i media iniziano ad essere più severi nei loro giudizi verso gli indignados, per sferrare poi attacco definitivo.
La gradualità di queste strategie è ben nota, vista e rivista.
La CNT sostiene che se prima i commercianti “aiutavano gli indignados”, ora si lamentano e dicono che costituiscono un “problema di ordine pubblico”; se prima il collettivo era composto da persone di differenti ideologie e sensibilità ora è un ambiente infiltrato da “agitatori di professione”, se prima erano degli utopisti, improvvisamente si sono trasformati in “radicali di ultrasinistra”.. in una chiara strategia che cerca di preparare l’opinione pubblica ad una nuova soluzione poliziesca del problema.
In questo contesto, abbiamo visto come ieri su El País [quotidiano "democratico", simile a "Repubblica"] si scriveva che a Madrid si stava discutendo “come prendere le distanze da una manifestazione che la categoria dei metalmeccanici della CNT ha convocato per oggi alle 19,00 alla Puerta del Sol”. Falsificazioni che sarebbe stato molto semplice smentire semplicemente entrando nella pagina web del sindacato, lì avrebbero potuto verificare che la manifestazione della CNT era stata annullata da giorni di fronte alla prosecuzione della protesta nelle tendopoli (e questo senza contare che la manifestazione era stata autorizzata persino prima della manifestazione del 15 maggio). Oggi abbiamo fatto la prima colazione con EL MUNDO [quotidiano tipo "Corriere della Sera"] che scrive che “lo scorso mercoledì 18, quando il presidio alla Puerta del Sol si stava sviluppando, fonti di polizia lasciavano filtrare che la CNT stava controllando l’occupazione” e così si dimostra una volta di più il detto “non consentire alla realtà di rovinarti un buon titolo” (un argomento, in questo caso).
La CNT denuncia la mancanza di rigore e la violazione delle più elementari norme deontologiche del giornalismo di cui fanno sfoggio entrambi i giornali e pretendiamo che abbiano quel minimo di decenza di controllare le proprie informazioni, per insistere nell' invito alla disobbedienza civile come elemento fondamentale delle mobilitazioni e espressioni di protesta , sfidando la repressione e i tentativi di frenare le tendopoli, rafforzando sempre di più la partecipazione, l’impegno in prima persona, e la presa di coscienza della necessità di organizzarci, estendendo la solidarietà e superando quella paura che costituisce un elemento frenante della lotta.
Marco Barone
Marco Barone
http://baronemarco.blogspot.com/
| < Prev | Next > |
|---|




