
Come era scontato di fronte ad un risultato così netto, neanche gli uomini più sfrontati della terra, leghisti e berlusconiani, hanno negato la sconfitta. Una sconfitta che ha portato alla ribalta i giovani, di spirito o di età, puliti per natura, e tutti quanti, provenienti da ogni partito e di ogni condizione, hanno sentito il bisogno di gridare la loro voglia di cambiamento, anche con le parolacce.
E infatti inequivocabilmente hanno vinto i candidati che formalmente rappresentavano se stessi, Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli, Zedda a Cagliari e certamente molti altri, ignoti al grande pubblico ma portatori di un'idea che li accomuna: la libertà dai partiti e dai conseguenti comportamenti obbilgati che caratterizzano gli eletti che vincono per la spinta della macchine produttrici di consenso azionate dalle segreterie dei partiti, che impongono i dazi che hanno portato l'Italia nel baratro che ci sta inghiottendo.
Macchine di consenso composte da persone le più svariate ed eterogenee, unite solo dalla voglia di conquistare il potere per farne l'uso smodato cui abbiamo per troppo tempo assistito, che ha impoverito materialmente il paese fino a ridurlo un colabrodo dove quasi nulla funziona più come dovrebbe e dove c'è sempre chi nasconde le malefatte e impedisce che chi sbaglia paghi.
Paese impoverito anche moralmente fino a determinare un disamore per la politica che si concretizza nel non voto arrivato a livelli patologici.
Anche scontata era l'affermazione di vittoria di chi opponendosi solo formalmente al mostro che ha finora sgovernato l'Italia vuole cavalcare il vento di libertà che ha finalmente spirato anche sull'Italia, dopo il nordafrica e la Spagna.
Ma hanno vinto, certamente e nettamente, ovunque fossero presenti con le loro liste i cosiddetti sostenitori dell'antipolitica: i grillini. Senza soldi, senza potere, solo con la loro capacità di ispirare fiducia in quanti si sono trovati, per caso o per averli cercati a riflettere sulle loro azioni e sui loro comportamenti.
Vero anche che le tradizionali formazioni di centro sinistra sono risultate in massima parte vincenti, ma vero anche che non si tratta di vittoria per meriti propri ma per vera e propria disfatta delle formazioni di centro destra spazzate via dai comportamenti del mostro e di tutti gli accoliti che nel mostro vedevano (e vedono ancora) la chiave per scassinare qualsiasi serratura e a danno di chi tentava in ogni modo di percorrere le vie della legalità e del rispetto per il proprio prossimo.
Viva l'Italia
Serena Forlani
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