
Bruno, quarant’anni, antropologo e professore universitario, apprende da Paolo, un vecchio amico, che sull'isola di La Galite si è verificato uno straordinario quanto misterioso fenomeno naturale. Bruno, depresso per essere stato lasciato dall'amatissima moglie Sara, decide di riprendere gli studi relativi ad alcune antiche testimonianze storiche del fenomeno e, ottenuti i finanziamenti, mette insieme una spedizione, che parte alla volta di La Galite alla ricerca della perfetta armonia tra l’uomo e la natura.
Il gruppo è formato da Davide, burbero capitano e vecchio amico di Bruno, Max il suo nuovo marinaio, Laura, giovane biologa “raccomandata”, e Lorenzo, esperto di sport estremi e provetto sommozzatore. Ma la vera protagonista è “Mariella”, lo splendido ed antico yacht a vela di Davide.
Durante i tre giorni di traversata l’equipaggio, costretto all’intimità forzata, passa da una fase di reciproca diffidenza ad una di grande apertura, dove tutti i personaggi della compagnia si svelano, grazie soprattutto all’incantevole paesaggio di sfondo del mare e della natura. L’attesa e il desiderio di scoprire il fenomeno cresce nel gruppo, ma scopriranno una volta all’arrivo che non esiste alcun fenomeno.
A leggere la trama sembra di trovarsi di fronte ad un film coinvolgente e appassionante. Purtroppo a salvarsi è solo la natura e la sua bellezza. Il viaggio (e pasticci amorosi, come ha detto Maurizio Porro) più che la meta al centro di questa storia banale e ricca di pregiudizi. Basti pensare al personaggio della biologa “raccomandata”, l’occasione e il compromesso usati da Bruno per partire. Un viaggio che cambia la vita di tutti. Bruno ritrova la moglie, Laura miracolosamente rimane incinta.
L’intenzione “di girare un film sulla volontà di essere liberi e di seguire i sogni, di rimettersi in contatto con noi stessi”, come ha dichiarato l’attore David Coco, sarà stata anche buona ma la riuscita è davvero mediocre. Guido Pappadà, il regista, dovrebbe sapere che un conto è essere supervisore alla post-produzione e degli effetti visivi un altro è essere sceneggiatore e regista. La voglia di raccontare il rapporto uomo-universo è stato ambizioso ma oltre qualche sketch e la buona fotografia il film non è andato oltre.
Francesca Britti
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