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27 Marzo 2005: E Pasqua!

Un modo inconsueto e ci auguriamo gradito dalla gente di fare gli Auguri
Fonte: www.italiadonna.it
di Rol Domenica 27 di marzo ? Pasqua. In tale occasione Report On Line ha cercato e trovato le informazioni pi? utili e ci sembra, complete e chiare su questo giorno speciale, tanto caro agli italiani e certamente a centinaia di milioni di persone nel mondo. Le note che seguono, trovate sul sito di "Italia Donna", vogliono essere un omaggio alla cultura ed alla religiosit? di tanta gente e per noi, l'occasione migliore per augurare a tutti una felice e serena Pasqua.

L'istituzione della Pasqua cristiana

Pasqua Cristiana La celebrazione della Pasqua, dal latino pascha e dall'ebraico pesah, ? la massima festivit? della liturgia cristiana, nella quale viene rappresentato il mistero della Resurrezione di Ges? Cristo.
Nei primissimi tempi del cristianesimo la Resurrezione di Cristo era ricordata ogni sette giorni, la domenica. Successivamente, per?, la Chiesa cristiana decise di celebrare questo evento solo una volta all'anno, ma diverse correnti religiose si contrapposero nello stabilire quando.
Una prima corrente, detta paolina-giovannea, voleva celebrare l'evento esattamente il giorno in cui era avvenuto, in qualunque giorno della settimana fosse caduto, festeggiando lo stesso giorno sia la morte, che la Resurrezione di Ges?.
Una seconda corrente, chiamata petrina, invece, propose di celebrarlo la domenica successiva al giorno dell'anniversario.

Queste due correnti, entrambe provenienti dalla Chiesa asiatica, si scontrarono inoltre con le consuetudini delle Chiese d'Occidente, che celebravano la Pasqua la domenica successiva al primoplenilunio di primavera.

Nacquero cos?, nel mondo cristiano, gravi controversie, che si risolsero soltanto con il concilio di Nicea (325), in cui si decise, che la Pasqua doveva essere celebrata da tutta la cristianit? nello stesso giorno. Il compito di stabilire, ogni anno, tale giorno fu affidato alla Chiesa di Alessandria, ma successivamente, nel 525, la Pasqua venne fissata fra il 22 marzo e il 25 aprile.
Oggi, la data si calcola scientificamente, basandosi sull'equinozio di primavera e la luna piena.
Ancora oggi per?, la data della Pasqua presso le Chiese ortodosse, solitamente non coincide con quella della Chiesa cattolica, perch? le Chiese ortodosse utilizzano un calendario lievemente diverso da quello gregoriano, cos? spesso la festa ? celebrata dopo la data fissata per la cattolicit?.

La celebrazione della passione, morte e resurrezione di Ges? Cristo ? dunque il nucleo della fede cristiana, poich? sancisce, in un certo senso, l'entrata di Dio nella storia. Secondo i fedeli la Pasqua ? anche di pi?.
Il fatto che il Signore decise di riportare in vita Ges?, ingiustamente ucciso, per i fedeli significa che Dio approv? le scelte di vita di Cristo. Ossia l'aiuto ai poveri, la solidariet?, la fraternit? e l'amore per gli altri, tanto da sacrificare la propria vita per questi ideali.

La Pasqua in Italia

Pasqua in Italia La Pasqua cristiana, come viene festeggiata in Italia, ? preceduta da un periodo di penitenza.
Questo spazio di tempo, detto Quaresima, della durata di quaranta giorni, va dalle Ceneri (il mercoled? delle Ceneri, ? il giorno in cui il sacerdote pone la cenere sulla testa dei fedeli, in ricordo dei residui dell'ulivo benedetto arso) al Sabato Santo (sabato prima di Pasqua), prevede moderazione alimentare.
La penitenza ? interrotta solo per la mezza Quaresima, ossia il gioved? della settimana centrale della Quaresima, in cui si sospende l'astinenza e si ritorna per un giorno all'atmosfera del carnevale.

Negli ultimi giorni prima della domenica di Pasqua, in Italia, come in molti Paesi cattolici, si svolgono diversi riti che rievocano la Passione di Cristo.
In questa occasione, hanno luogo molte cerimonie folcloristiche in cui vengono rappresentati alcuni episodi della Passione, si benedicono le case, si consuma l'agnello pasquale, e si distribuiscono uova e dolci a forma di colomba.

L'uso di regalare uova ? collegato al fatto che la Pasqua coincide con l'inizio della primavera, che anticamente era celebrata con riti per la fecondit? ed il rinnovamento della natura.
L'uovo simboleggia, infatti, la vita che si rinnova.

Dopo la lunga preparazione alla Quaresima, il ritmo dei riti evocativi della Passione si intensifica e raggiunge il vertice il Venerd? Santo.
Con la Pasqua la comunit? dei fedeli vive un giorno di lutto universale, espresso attraverso diverse forme di partecipazione popolare.

In molte regioni italiane, all'alba del Venerd? Santo, le donne vanno in chiesa e, a ginocchia nude sul pavimento, recitano una breve preghiera.
Molte delle preghiere di oggi sono molto antiche, alcune risalgono anche al Quattrocento.
Oltre alla preghiera, la riproduzione degli eventi, che accompagnarono la morte e la resurrezione di Cristo, ? il modo pi? diretto che la gente ha per partecipare al dolore della perdita.

Cos?, nelle regioni d'Italia vengono messe in atto molte recite in cui, fin dal Medioevo, viene rievocata la morte di Ges?.

La Pasqua ebraica

Pasqua Ebraica Probabilmente, alle sue origini, la Pasqua era una festa pastorale, praticata dalle popolazioni nomadi del Vicino Oriente, in cui si offrivano le primizie del gregge.
Successivamente, in seguito ad una maggiore sedentariet? delle genti semitiche, sarebbe divenuta anche una festa agricola, in cui si offrivano anche le primizie della mietitura dell'orzo, attraverso la cottura del pane azzimo.

Queste due feste, assunsero un significato nuovo con Mos?, diventando il momento dell'anno in cui il popolo ebraico ricordava la liberazione dall'Egitto.
Il fatto storico-religioso, che leg? la Pasqua all'uscita dall'Egitto, si trova nel capitolo 12 dell'Esodo.
Mos? ordin? al popolo ebraico, prima di abbandonare l'Egitto, che ogni famiglia immolasse un capo di bestiame piccolo (agnello, pecora o capra) senza difetto, di un anno di et?, e che bagnasse col suo sangue gli stipiti e il frontone delle porte delle case.
I membri delle famiglie dovevano consumare il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronti per la partenza, che sarebbe avvenuta in quella stessa notte, dopo che l'angelo di Dio fosse passato per uccidere tutti i primogeniti egiziani, risparmiando i primogeniti ebrei le cui abitazioni erano segnate col sangue.

Gli Egiziani fecero pressione affinch? gli Ebrei partissero al pi? presto, e questi dovettero portare con loro la pasta per il pane non ancora lievitata, ossia il pane azzimo.
Cos?, come Dio vegli? tutta la notte per porre in salvo il suo popolo, questo veglier? nella notte di Pasqua.

Nel corso dei secoli, il rituale della Pasqua, pur sottoposto a variazioni e a modifiche, rimase sostanzialmente sempre uguale e la festa ? tuttora celebrata da tutti gli Ebrei con la massima solennit? e per la durata di sette giorni.

Fu nel corso di una celebrazione pasquale che Ges? Cristo, secondo la narrazione evangelica, istitu? il sacramento dell'eucaristia.

Pasqua e scienza dello spiritoPasqua

Purificazione, Rigenerazione, Rinnovamento
Un'azione rientra in un cerimoniale quando ogni suo gesto ? caricato di un significato, ? compiuto con consapevolezza ed ? rivolto verso un fine comune.
L'elemento primaverile del risveglio ? l'Aria e le azioni che ci pongono in rapporto con essa sono la meditazione, l'emissione del suono ed i movimenti armonici.
Il suono, che rappresenta il verbo creatore, attiva l'aspetto creativo del pensiero e ne potenzia la sua diffusione.

Attraverso di esso tutte le facolt? della mente si espandono.
L'aria dell'inverno, corrispondeva alla memoria, al pensiero intenso esercitato dai saggi che approfondisce tutto ci? che osserva e ascolta, senza disperdere nulla.
E' come la brace silenziosa contenente la Potenza e la Luce.
Su questa brace noi poniamo un grano di incenso che, sciogliendosi con il calore, si dissolve nell'aria disperdendosi con il suo profumo.
Cos? facendo percorriamo quel ponte simbolico:L'Equinozio che rappresenta il passaggio delle energie dell'inverno a quelle primaverili.

La Pasqua significa "transito", "passaggio" e oggi pi? che mai ci rammenta il passaggio verso la nuova Era, che comporta la trasformazione da una vibrazione energetica ad un'altra e dello stato di coscienza allineato per ottenere Giusti Rapporti e Qualit? della Vita.
Il Grano d'Incenso che poniamo sulle braci ? simbolo di calore associato alla Luce e rappresenta l'intensit? del nostropensiero, la percezione della nostra coscienza, la capacit? di trasformazione, il sacrificio come servizio, la facolt? di innalzare la preghiera verso il Cielo, il veicolo per la diffusione del nostro "profumo interiore".


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