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TarantoReport

LA CGIL sul Referendum Costituzionale Ecco le ragioni del nostro “No”


cgil voto no 300x300Riceviano e volentieri pubblichiamo perché proveniente da persona, Maristella Bagiolini, alla quale riconosciamo competenza e professionalità. In realtà contrariamente al titolo del comunicato stampa  che dovrebbe elencare le ragioni del No al referendum, di tali ragioni non vi è traccia e il contenuto si presenta solo come un tentativo di fare propaganda facile per il NO.

Siamo in attea che qualcuno voglia indicare con precisione quali sarebbero le ragioni del NO della CGIL

LA CGIL sul Referendum Costituzionale
Ecco le ragioni del nostro “No”

Domani nell’Assemblea generale della CGIL di Taranto farà irruzione anche il tema del Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre. Referendum e riforma su cui il sindacato rimane critico per via dei contenuti ma anche del percorso legislativo condizionato da un Governo che ha catalizzato su di se gli esiti della votazione.
Non si vota dunque per il pro o contro Renzi – sostengono dalla CGIL di Taranto – ma per qualcosa di più complesso che avrebbe meritato anche maggiore studio e approfondimento in un clima democratico più consono alla riforma della seconda parte della carta fondamentale.
Dibattito che in CGIL ha fatto tesoro e sintesi di posizioni anche divergenti che sulla riforma incontrano le anime differenti del più grande sindacato italiano.
Abbiamo registrato opinioni differenti sul tema ma l’approfondimento di merito sulla riforma ci spinge non solo a stimolare ancora di più il dibattito e la partecipazione al voto ma anche un orientamento che spiega le ragioni della presa di distanza dalla riforma Boschi.
Siamo per un aggiornamento della seconda parte della Carta costituzionale e siamo per il superamento del bicameralismo perfetto – dice la CGIL – ma quanto proposto da questa riforma materializza uno sbilanciamento di poteri verso la Camera espressione della maggioranza relativa del Governo. Sbilanciamento – spiegano – che non verrebbe mitigato dalle modalità di composizione del nuovo Senato che invece infligge un duro colpo alla partecipazione democratica e all’adeguata rappresentatività dei territorio.
Anche la modifica del titolo V necessaria per superare i problemi generati con la riforma del 2001, in riferimento alle nuove attribuzioni di potere legislativo in termini di materia concorrente, con la nuova formulazione mette in luce la volontà di disconoscere valore al decentramento amministrativo.
E’ vero che il Paese ha bisogno di cambiare ma il cambiamento non è una cosa neutra o sempre qualcosa di positivo – termina la CGIL – Si può capire l’ansia da cambiamento ma non possiamo consentire che questa si trasformi in un ulteriore arretramento del nostro sistema democratico.
Maristella Bagiolini
Con preghiera di cortese diffusione,

Taranto, 15 novembre 2016


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