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Il contrassegno speciale di circolazione rilasciato ai portatori di handicap: facoltà e divieti.

Il contrassegno speciale di circolazione, rilasciato ai portatori di handicap, consente a questi ultimi la sosta anche ove vige il divieto, a condizione che non sia di intralcio al traffico e non violi obblighi di legge, come nel caso delle aree riservate alla sosta degli autobus di linea.

La condotta del disabile, che parcheggia la propria auto nello spazio riservato alla fermata dei mezzi pubblici , in violazione dell’art. 158 del codice della strada, può essere sanzionata.
La deroga prevista dalla normativa in tema di agevolazioni per i disabili nella circolazione stradale, che consente, al titolare del contrassegno speciale rilasciato ai portatori di handicap, di sostare dove vige il divieto, a condizione di non intralciare il traffico, si riferisce, infatti, esclusivamente ai divieti di sosta, stabiliti con apposito provvedimento dell'autorità competente, mentre non opera per quei divieti che scaturiscono direttamente dalla legge.

Si è così espresso il Giudice di Pace di Foggia, nel respingere il ricorso in opposizione ( formulato ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, art 22), proposto da un automobilista foggiano disabile, avverso il verbale di contestazione, elevato nei suoi confronti dalla Polizia Municipale di Foggia, per aver sostato con la sua autovettura, munita di apposito contrassegno, nei pressi della stazione ferroviaria, nello spazio riservato alla fermata dei mezzi pubblici, in violazione dell' art. 158 del codice della strada.

L’automobilista disabile, tramite il suo legale, aveva sostenuto in giudizio la tesi dell’ illegittimità della multa elevatagli, in quanto in conflitto con il provvedimento amministrativo di concessione del contrassegno speciale di sosta, rilasciatogli dal Comune di Foggia che, a suo parere, gli consentiva di “sostare” anche in zone vietate, purchè non intralciasse la circolazione stradale.

Ma il Giudice dauno non ha inteso aderire alla interpretazione normativa prospettata dal cittadino invalido, aderendo, invece, ad un recente e costante orientamento della Suprema Corte di Cassazione, e affermando che “ …anche le persone invalide, che utilizzano un’autovettura muniti dello specifico contrassegno, devono rispettare i divieti imposti dall'art. 158 d.lg. (nella specie il divieto di fermata e sosta su area riservata allo stazionamento di bus di cui al comma 2, lett. d, della norma citata), per la presunzione accordata dal legislatore di intralcio e pericolo per la circolazione nel caso delle specifiche violazioni. Tra l’altro, il combinato disposto degli art. 3, 4, 5 e 6 del d.P.R. n. 384 del 1978, concernente il regolamento di esecuzione dell'art. 27 l. n. 118 del 1971, riguardante l'abolizione delle barriere architettoniche e delle situazioni emarginanti al fine di facilitare la vita di relazione alle persone con problemi di movimento, prevede espressamente che per i veicoli al servizio di persone invalide devono essere accordate tutte le facilitazioni nello spostarsi e nel sostare nei centri abitati, a condizione che detti veicoli non costituiscano grave intralcio al traffico, ed effettive situazioni di pericolosità che sono, per l’appunto , tutti quei comportamenti tenuti in violazione dei commi 1, 2 e 3 dell'art. 158 citato, il che è indicato anche nello specifico avviso riportato nella parte posteriore degli stessi permessi per disabili. ( vedasi in tal senso Cassazione civile, sezione II, 24 aprile 2009, n. 9822; ed ancora Cassazione civile, sezione II, 22 gennaio 2008, n. 1272)

Nel precisare meglio il principio di diritto espresso nella propria sentenza, il Giudice di Pace di Foggia ha, altresì evidenziato che, per la stessa ragione, non è consentito il parcheggio alle auto, anche se munite di apposito contrassegno invalidi, nelle aree riservate alla sosta auto dei Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza, trattandosi di peculiari categorie deputate alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, nonché della pubblica incolumità, le cui zone di parcheggio riservate non debbono essere in alcun modo occupate da soggetti estranei, anche se disabili, atteso il rischio di serio intralcio alla loro attività. ( così Cassazione civile, sezione II, 14 agosto 2007, n. 17689).

Nonostante questo orientamento giurisprudenziale, sfavorevole e intransigente sull’argomento, restano, tuttavia, ulteriori battaglie giudiziarie di civiltà che vanno “combattute” e “vinte” da parte della comunità degli automobilisti disabili, a partire da quella relativa alla necessità di evitare che l’invalido sia costretto a pagare il ticket della sosta, all’interno delle zone di parcheggio delimitate dalle strisce blu, quando sia impossibilitato a “sostare” altrove, causa l’assenza di aree di parcheggio a lui riservate.

Sul tema va segnalata una sentenza favorevole del Giudice di Pace di Bari, che ha recentemente affermato che “…è lecita la sosta di auto che trasporti persona invalida, munita dell'apposito contrassegno, in zona a pagamento senza corresponsione del relativo ticket, quando nel parcheggio manchino spazi riservati gratuitamente ai disabili o gli stessi siano occupati o, infine, quando nelle vicinanze non vi sia posto per la sosta.” (Giudice di pace Bari, 26 maggio 2008, n. 3525)
Foggia, 20 ottobre 2009

Avv. Eugenio Gargiulo
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