Le pratiche burocratiche via Internet saranno sempre un sogno? Quanto costa all’Italia la mancanza di un mercato libero, autenticamente privo di inghippi burocratici insensati, di difficoltà, spesso incomprensibili, nelle procedure legislative?

Perché non togliere tutti i vincoli che bloccano l’apertura di un’attività produttiva?
Si dovrebbero concentrare norme e procedure in un unico ufficio, comunale, provinciale o altro: le pratiche da svolgere dovrebbero essere semplici.
Tutto dovrebbe essere fatto anche via Internet, per evitare le code, per ridurre i costi della burocrazia.

Per aprire un negozio, un’officina, dopo aver dimostrato di possedere i requisiti, dovrebbe bastare un computer, qualche consulenza, possibilmente non troppo onerosa, e qualche giorno.
Invece le ore perse sono tante dietro gli sportelli, settimane o mesi in attesa di una risposta.
Se si superasse il blocco della burocrazia si avrebbe certamente un salto nello sviluppo economico, una riduzione della spesa pubblica.

Perché non si pongono soluzioni semplici a problemi ingarbugliati da decenni?

Ci sono troppi individui che campano attorno a questi pasticci amministrativi: gli impiegati e pure tanti commercialisti vivono grazie al disordine burocratico.
C’è una classe politica e una parte degli imprenditori che sguazzano in tutte queste situazioni.

Non rimane che qualcuno si decida, prima o poi, a tagliare tutti i nodi: sarà doloroso, ma efficace.

Arduino Rossi
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