Sottoporre siti internet e blog alla disciplina delle pubblicazioni a stampa è un tentativo di imbavagliare le voci critiche oppure serve a difendere chi è vittima di falsità e diffamazioni? La retromarcia e le molte precisazioni che il governo ha diffuso dopo l'iniziale presentazione del disegno di legge sulla riforma dell'editoria confermano come sia estremamente arduo provare a regolare una materia quella dei molti prodotti e siti della rete.

E come sia raccomandabile una linea estremamente cautelativa nell'estendere al mondo variegato e in continua mutazione di Internet quei controlli e garanzie attuate nel più tradizionale mondo dell'informazione.

Il Governo, con il suo progetto, si è goffamente inoltrato su di un terreno scivoloso. Anche perché sul web è arduo tracciare confini tra siti professionali e amatoriali. Dopo l'accordo raggiunto al Consiglio Europeo di Lisbona è oggi possibile pensare di riformare il Patto di stabilità e crescita. Vediamo come e perché.

Per uscire dal dualismo del mercato del lavoro sono necessarie tre rivoluzioni: abbandonare l'idea che il posto fisso sia la normalità, istituire un redditominimo garantito per tutti e tutelare la contrattazione collettiva.

 

Le regole per i taxi introdotte 15 mesi fa dal decreto Bersani avrebbero dovuto adeguare l'offerta alle esigenze dei cittadini. Qual'è il bilancio dell'operazione? Moto deludente se si guarda al caso di Roma.

Fonte: www.lavoce.info

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