Se ne è andato ieri a 85 anni lo svedese Nils Liedholm, uomo vincente in campo da giocatore e allenatore ma soprattutto un signore in tutto Un grave lutto ha colpito ieri, 5 novembre, il mondo del calcio. Ci ha lasciato infatti lo svedese Nils Liedholm, un personaggio come ormai ne erano rimasti pochi e a cui lo sport più seguito nel nostro paese deve davvero tanto.

Grazie a lui hanno esordito diversi campioni o sono diventati titolari inamovibili perché lui ha cominciato a credere in loro e il modo in cui lui ha sempre trattato i suoi giocatori l’ha reso davvero speciale per loro, quasi un secondo papà.
A Nils si deve l’esordio di un grande che ancora oggi calca i campi di calcio come Paolo Maldini: fui lui, infatti, a farlo debuttare il lontano 20 gennaio 1985 quando il capitano del Milan non aveva ancora compiuto diciassette anni, ma ha subito creduto nelle sua potenzialità dandogli addirittura la possibilità di scegliere sul momento in quale fascia giocare.

A piangerlo in Italia sono soprattutto due squadre, Milan e Roma.
Con i rossoneri, però, la storia è tata più lunga dato che è stata la squadra che lo ha fatto arrivare in Italia nel ’48 dopo che aveva vinto l’oro alle Olimpiadi con la sua Nazionale, la Svezia e con cui i successi non sono certamente mancati.

Come giocatore celebre era il mitico trio del Milan detto Gre – No – Li, dalle iniziali di tre grandi campioni come Gren, Nordhal e appunto lui, Nils Liedholm . Anche se l’ultimo nel nome di questo trio, non lo era certamente per il valore mostrato in campo. Da allenatore il successo più importante con il Milan è stato lo scudetto della stella, mentre con i giallorossi conquistò il titolo nel 1983 con una squadra che vantava campioni del calibro di Pruzzo, Falcao e Ancelotti.


Il Barone, come da tutti veniva chiamato per i suoi modi da signore, aveva come credo calcistico un calcio fatto di possesso palla e difesa a zona, di cui fu uno tra i più attivi sostenitori.
Aveva 85 anni e alla sua età era ancora un uomo in gamba e un vero appassionato. Nella sua Svezia infatti svolgeva ancora numerose attività sportive e in suo onore era stata programmata anche un torneo, il Liedholm Cup 2008

Aveva anche una passione per l’astrologia e, con un pizzico di modestia riteneva che i veri campioni del calcio appartenessero soprattutto al suo segno, Bilancia (non ci è poi andato lontano..vedi Trezeguet, Boban e Shevchenko).
I funerali si terrano giovedì prossimo a Cuccaro (Alessandria), ma la salma, per volere della famiglia non sarà esposta. I rossoneri scenderanno in campo stasera in Champions a Donetsk con il lutto al braccio e lo stesso faranno i giallorossi domani a Lisbona.

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