Il cortometraggio AMNIOSIS della regista Emanuela Prota è stato premiato venerdì scorso durante la cerimonia di consegna dei premi alle sezioni speciali del 61° Festival del Cinema di Salerno Festival del cinema di SalernoLa kermesse tenutasi al Teatro Verdi e presentata da Gaetano Stella e Maria Monsè ha visto una notevole partecipazione di pubblico.

Amniosis non è certo un film semplice e a guardarlo si nota immediatamente una qualità tale da elevarlo un gradino al di sopra rispetto alle produzioni indipendenti spesso molto vicine all'amatoriale.

La regista è stata abile nel tradurre in versione cinematografica un testo teatrale molto impegnato sulla continua lotta tra il bene e il male relativamente alla cultura del pregiudizio e delle opinioni guidate dai media.
La trama opportunamente semplificata per dare spazio alla lirica teatrale tiene comunque alta l'attenzione e riserva anche un sorprendente e per nulla scontato finale.

Ottima la scelta di accompagnare i momenti di recitazione teatrale come istanti tratti da una dimensione onirica pregevolmente introdotti e appoggiati su vere e proprie clip divideo-art.
Ma in questo Emanuela Prota è maestra visto che è un'artista fotografa riconosciuta in ambito internazionale e già autrice di immagini mediterranee di notevole spessore psicologico e artistico. Come dire buon sangue non mente visto che abbiamo scoperto essere figlia d'arte (il padre è il noto pittore Gerardo Prota). 26 minuti di altissima profondità che permettono al fruitore di entrare in meditazione con se stesso e magari contagiarsi col germe di una nuova e più ragionata coscienza aperta al bene e ai valori positivi della società interculturale.

Ottima l'interpetrazione degli attori tra cui spicca Enrico Giuliano. La colonna sonora è assolutamente professionale e originale mescolando ai suoni più intimi di un ney arabo il rock melodico di matrice anglofona e i rumori del quotidiano.
Ma sublime è la scelta di irrompere nella trama con il disturbo d'interferenze radiofoniche e visioni di vita quotidiana e del dramma dell'immigrazione. La giuria non ha potuto fare a meno di premiare un prodotto così significativo e ben realizzato.

La produzione è di Incontri Mediterranei, anno 2007. L'artista, nel ritirare il premio ha dichiarato di essere già a lavoro per un nuovo lavoro a caccia di forme ancora più innovative e linguaggi ancora inesplorati. Noi pensiamo che ci riuscirà. Emanuela Prota, 30 anni, vive ed opera ad Agropoli e da alcuni anni è fotagrafa ufficiale del mediterraneo per conto di un circuito di istituti culturali.

La giuria auspica che il premio dia all'artista la giusta visibilità e suggerisca alle autorità di sostenere così importanti valori artistici, culturali e sociali.

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