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Sabato riprende il campionato con la normalità di sempre, come se niente fosse successo - L'unica novità è l'introduzione del terzo tempo, ultima spiaggia per una cultura sportiva perduta, anzi, mai acquistata

Dopo i fatti che hanno scosso l'Italia, dopo gli aumenti delle tasse, la guerra dei rifiuti, il governo che cade o forse no, dopo le feste con regali e cenoni, la corsa ai saldi e le diete da iniziare… è passato sotto silenzio l’anniversario della nostra Costituzione, 60 anni il 27 dicembre, e soprattutto, nell’affascinante lettura del testo al tg1 dall’attore regista Gabriele Lavia, si è saltato un paragrafo fondamentale (tra l’altro non è l’unica cosa che è stata saltata nella lettura e le altre sono decisamente più gravi, ma questa è un’altra triste storia): l’Italia è una repubblica fondata sul pallone.

Dopo aver parlato di fine del calcio, di sport senza valori, di campionato falsato; dopo aver pensato agli Stuart, alle nuove politiche antiviolenza… siamo tornati alla sana normalità, come se nulla fosse successo: anticipi, partite posticipo serale su sky.

Il calcio sta male e su questo non ci piove. Sulle motivazioni invece c'è il classico temporale primaverile, tanto rumore, poca sostanza. Sulle soluzioni un vero e proprio diluvio.
Lo ripetiamo per non correre anche noi il rischio di crederlo: non è un problema sportivo.
Il male è molto più vicino a noi di quello che immaginiamo e far finta di niente non serve a nulla anzi. Lo spettacolo deve continuare e per far questo si è messa in atto la miglior interpretazione di politica correct (ndr traduzione: le cose devono stare come sono), scelte che hanno reso lo stesso Pilato un pivello fuori corso.

Poi la grande intuizione, la novità che rivoluziona e risolve ogni violenza, distrugge ogni deficienza ultras, colma mancanza di cultura sportiva, il terzo tempo.

Sicuramente Il terzo tempo è una delle tradizioni più significative della cultura sportiva del rugby. Inizia con il fischio dell'arbitro che conclude la partita. Da quel momento le due squadre mettono da parte la rivalità e, spesso dopo il campo e lo spogliatoio la partita finisce al ristorante o al pub. . Nei campionati giovanili il terzo tempo è una sorta di merenda dalle mamme dei mini-giocatori. Forse rappresenta il vero spirito del rugby.

Per il calcio è l'aspettare l'avversario, prima del tunnel degli spogliatoi, e li stringere la mano da buoni amici.

Ma nel calcio,,, come spesso nella vita. niente è normale, gratuito e spontaneo. Quindi anche su questo che dovrebbe essere normale atto di cultura sportiva, ha i suoi fans, i suoi oppositori, i suoi detrattori e, statetene certi, tutto resterà come prima.

Per un attimo però, come è nostra abitudine, restiamo nel sogno, pensiamo a questo toccasana come un vero e proprio rimedio che funziona.
E se funziona nel calcio possiamo esportarlo anche in altre realtà complicate.

E penso al parlamento dove spesso, in nome della democrazia e del popolo Italiano, se le danno di santa ragione e si insultano fino alla quarta generazione. Penso a certe famiglie che non si parlano per anni e cosi si risparmiano una figura barbina da Maria De Filippi.
Penso al lavoro dove si alternano l’insulto al capo e la sparlata al collega.
Battaglia persa?

Per il calcio fin quando non usiamo diversamente il telecomando, vero burattinaio

 

egoteprovoco

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