Omaggio a Esterina Zuccarone - Una foggiana pioniera del cinema italiano

Il Festival del Cinema Indipendente rende omaggio a Esterina Zuccarone, cineasta foggiana del primo Novecento, pioniera del montaggio cinematografico nei laboratori di sviluppo e stampa di Torino.

Giovedì 13 marzo, con inizio alle 18 nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, verrà proiettato “La storia di Esterina”, docu-film realizzato nel 1997 da Milli Toja, regista torinese che 25 anni fa ha fondato il Laboratorio Cinema Donne (La.Ci.Do.) per la produzione sperimentale e autofinanziata di cortometraggi e documentari.

Questo nuovo appuntamento del “Marchio Festival” – organizzato in collaborazione con il Coordinamento donne dello Spi-Cgil e l’Auser – si inserisce nell’ambito del “Laboratorio della Memoria”, che dallo scorso anno ripropone ai giovani il tema nevralgico del recupero del passato e delle radici. La serata sarà condotta da Mara De Felici, Segretaria Provinciale Cgil.

“Ed è proprio nel passato che affondano le radici del cinema di Capitanata; un cinema che può aprirsi a nuove prospettive sul versante della produzione, anche grazie all’adesione della Provincia di Foggia all’Apulia Film Commission” spiega il Direttore Artistico del Festival del Cinema Indipendente, Geppe Inserra. “Validi esempi di tenacia e passione – come quello di Esterina – costituiscono un patrimonio irrinunciabile per i numerosi giovani che si avvicinano da protagonisti alla settima arte”.

“Parte da Esterina, dunque, il Festival del Cinema Indipendente per rendere omaggio a tutte le donne del cinema foggiano, tra cui Lia Di Leo, attrice degli anni Cinquanta, e Grabiella Cristiani, che vent’anni fa vinse l’oscar per il montaggio de ‘L’ultimo imperatore’ di Bernardo Bertolucci”, sottolinea Inserra, che ha voluto organizzare questo evento a pochi giorni dalle celebrazioni per la Festa della Donna.

Esterina, ancora bambina, lascia la sua Foggia, insieme alla famiglia, per cercar fortuna al Nord. Comincia a lavorare come sarta a Torino, ma a soli 14 anni – seguendo le orme della sorella maggiore – viene assunta alla “Positiva”, stabilimento di sviluppo e stampa cinematografica.
In poco più di un’ora il film restituisce in bianco e nero tutta la magia e l’operosità di un lavoro manuale e minuzioso che esige pazienza e precisione, per montare i rulli secondo le indicazioni del regista. Erano gli anni in cui gli spezzoni di pellicola venivano tenuti insieme da graffette di bachelite. Per Esterina arrivano presto anche l’incarico di caposquadra alla “Itala Film”, il lavoro alla moviola e le trasferte alla “F.E.R.T.”, stabilimento specializzato nel montaggio del sonoro.

Nel film, le interviste ad Esterina – recentemente scomparsa all’età di 94 anni – si alternano alle immagini di repertorio della CineFiat, che nel dopoguerra allestì un reparto cinematografico per produrre documentari industriali, affidandone la responsabilità a questa piccola, energica donna venuta dal Sud.

Esterina lavorò con Alessandro Blasetti e Mario Soldati, ed ebbe il privilegio di insegnare l’arte della moviola a Franco Cristaldi, allora studente in legge, che molti anni più tardi sarebbe diventato produttore, arrivando a vincere l’oscar con “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore. Tra gli aneddoti che Esterina ricorda nel film di Milli Toja, anche il divertente incontro con Walt Disney, che volle complimentarsi con lei durante una visita ufficiale alla Fiat.
Nonostante i prestigiosi incarichi, Esterina conservò la sua semplicità anche quando, ormai anziana, si dedicò con passione al volontariato.

“Sono molto contenta che il Festival di Foggia abbia voluto ricordare Esterina: il suo amore per il cinema è davvero unico ed eccezionale” ha commentato la regista Milli Toja.

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