Il consiglio dei ministri qualche mese fa ha approvato il decreto legislativo che disciplina i diritti tv delle squadre italiane. La nuova legge prevede la gestione e la negoziazione collettiva ed una ripartizione più equa delle risorse provenienti dalle televisioni. Il modello di spartizione di tali risorse stabilisce che il 40% sarà distribuito equamente tra i club, il 30% sarà ripartito in base ai risultati sportivi conseguiti e il restante 30% sarà distribuito in base al bacino di utenza, ovvero al numero di tifosi.
Ma ecco in sintesi i vari punti.

CONTITOLARITA' DEI DIRITTI -
Si passa dalla titolarità soggettiva (in capo alle singole società di calcio) alla contitolarità tra l'organizzatore della competizione (la Lega Calcio su mandato della Figc) e i singoli organizzatori degli eventi, cioè le società. Il diritto di archivio di ciascuna partita e' riconosciuto in esclusiva al club che organizza la partita, in condizione di reciprocità con il club ospitato.

DIRITTO DI UTILIZZAZIONE ECONOMICA
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E' attribuito in via esclusiva all'organizzatore del campionato, cioè alla Lega, che offre i diritti a tutti gli operatori su tutte le piattaforme, attraverso distinte procedure competitive. La Lega predispone le linee guida in materia di offerta, assegnazione e formazione dei diritti, che devono essere approvate entro 60 giorni dall'Autorità per le Comunicazioni, sentita l'Antitrust.

OFFERTA E PACCHETTI -
La Lega può attuare più gare per l'assegnazione dei diritti sulle diverse piattaforme, o mettere le piattaforme in concorrenza fra loro, o utilizzare entrambe le modalità: nell'ipotesi di concorrenza fra piattaforme diverse, la Lega deve predisporre più pacchetti, equilibrati tra loro (che contengano cioè eventi appetibili per gli utenti), che non potranno essere tutti acquisiti da un solo operatore.

ASSEGNAZIONE DEI DIRITTI
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Possono partecipare alle gare solo gli operatori che hanno il titolo abilitativo a trasmettere. E' vietato acquisire in esclusiva tutti i pacchetti relativi alle dirette, fermi restando i divieti in materia di posizioni dominanti: in questo modo si vuole assicurare la presenza di più operatori del settore ed evitare che si acquisiscano diritti che non vengono direttamente esercitati da chi li compra, ma venduti a terzi a prezzi sovrastimati o fuori mercato. I contratti di licenza durano al massimo tre anni.

PIATTAFORME EMERGENTI
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 Vengono individuate dall'Agcom: Gentiloni ha fatto l'esempio dell'Iptv, la tv su protocollo Internet, e del Dvb-h, cioè i videofonini. I diritti destinati a queste piattaforme sono offerti su base non esclusiva, a prezzi commisurati al bacino di utenza e per singole piattaforme. Per la radio, la Lega può predisporre per i mercati nazionale e internazionale un solo pacchetto, da assegnare ad un solo operatore.

MUTUALITA' -
Una quota delle risorse dei diritti viene destinata a sviluppare i settori giovanili delle società, a valorizzare e incentivare le categorie dilettantistiche, a sostenere gli investimenti per la sicurezza degli stadi e a finanziare ogni anno almeno due progetti di particolare rilievo sociale a sostegno di discipline sportive diverse dal calcio. Per realizzare questi obiettivi, viene istituita una Fondazione.

RIPARTIZIONE DELLE RISORSE -
Una quota non inferiore al 40% viene distribuita in parti uguali fra tutti i partecipanti a ciascuna competizione. Quanto al campionato di serie A, il 40% viene diviso in parti uguali fra tutte le squadre, il 30% sulla base dei risultati sportivi conseguiti e il 30% secondo il bacino di utenza. Del 30% relativo al risultato sportivo, il 10% viene determinato in base dei risultati conseguiti da ogni squadra dalla stagione 1946/47, il 15% in base ai risultati delle ultime 5 stagioni e il 5% in base all'esito dell'ultima competizione. Del 30% relativo al bacino di utenza, il 25% viene determinato in base al numero di sostenitori di ogni squadra e il 5% in base alla popolazione del comune di residenza.

PERIODO TRANSITORIO
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I contratti stipulati prima del 31 maggio 2006 restano in vigore fino al 30 giugno 2010, anche se derivano dall'esercizio di diritti di opzione o prelazione. Nella fase transitoria le società di serie A devono redistribuire una quota del totale delle risorse ricavate dalla contrattazione individuale, stabilita dall'assemblea di categoria entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto.

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