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Il Tribunale di Foggia tutela il Consumatore - Il Gestore Telecom è “responsabile” della sicurezza di Internet e, pertanto, non può pretendere il pagamento di questi servizi aggiunti e mai richiesti dall’utente di internet vittima di un installazione fraudolenta ed automatica sul proprio computer di un "dialer" che connette alla propria linea telefonica tali numeri a tariffazione maggiorata
di  Avv. Eugenio Gargiulo ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) Ormai il computer è uno strumento diffuso ed utilizzato pressocchè in ogni nostra abitazione.
Ve ne sono di tutti i tipi e per ogni tasca , da quelli con un processore dell’ultima generazione a quelli più economici e meno potenti, ma pur sempre in grado di svolgere tutte le funzioni più importanti e che agevolano,senza dubbio, la nostra esistenza.

Uno delle finalità per la quale si utilizza più frequentemente un “personal computer” , senza dubbio, è, soprattutto a livello domestico, per potersi collegare alla rete “internet” e poter così accedere alle informazioni che, in abbondanza, possono rinvenirsi nella “rete mondiale” su qualsiasi argomento.

L’accesso al mondo di Internet ed ai suoi contenuti può avvenire o attraverso una linea telefonica tradizionale (senza pagamento di un abbonamento supplementare), con una velocità di connessione ai siti web molto lenta , oppure, pagando una quota mensile aggiuntiva al fornitore del servizio telefonico, attraverso una connessione speciale molto più veloce, definita in gergo tecnico, ADSL.

A causa dei suoi costi aggiuntivi, la maggior parte degli italiani utilizza ancora la linea telefonica “tradizionale” per il collegamento Internet. Ed è proprio questa tipologia di collegamento che è spesso “presa di mira” dalle esecuzioni automatiche dei cosiddetti “numeri di connessione a tariffazione speciale” , attivati mediante un software che si autoinstalla sul vostro computer su comando illegale di chi ne ha interesse.
Sono i cosiddetti “dialer” , colpevoli delle bollette talvolta “stratosferiche” che ignari utenti si vedono recapitare a casa da parte del proprio gestore telefonico.

Spesso le bollette fatturate arrivano a cifre spropositate, gettando nel panico intere famiglie già costrette a fare salti mortali per far quadrare il bilancio familiare alla fine del mese.

I gestori telefonici, poi, minacciano, in caso di mancato pagamento della bolletta telefonica inviata, il taglio della linea e preannunciano azioni giudiziarie per il recupero del credito vantato sulla scorta degli importi fatturati.

Per quanto riguarda questa materia esiste un sostanziale vuoto legislativo e, pertanto, l’utente-consumatore che voglia contestare una bolletta salata, a causa dell’addebito di “numeri a tariffazione speciale”, fino ad oggi ha trovato molte difficoltà per poter tutelare le proprie ragioni in sede giudiziaria .

Ultimamente però, soprattutto grazie all’azione delle associazioni dei consumatori, il “trend negativo” sembra essere cambiato e la magistratura sembra essersi, finalmente, avvicinata alle istanze del cittadino, utente dei suddetti servizi.

In quest’ottica può certamente essere inquadrato il recente orientamento del Tribunale di Foggia che si è pronunciato a favore del consumatore , nel caso specifico di uno “studio professionale”, che si era visto richiedere dalla Telecom una ingente somma di denaro per i servizi di cui al numero 166.

L’utente, ignaro della installazione automatica sul proprio computer di questa connessione “dialer” verso un numero a tariffazione speciale, è riuscito a dimostrare in giudizio la propria buona fede , nonché a mettere in evidenza la circostanza che aveva provveduto immediatamente a sporgere denuncia alla polizia postale della “frode informatica ” perpetrata ai suoi danni , non appena aveva potuto prendere conoscenza della stessa , a seguito dell’invio della bolletta con relativa dettagliata fatturazione delle singole chiamate da parte del proprio gestore Telecom.

Il Tribunale di Foggia gli ha , quindi, dato ragione motivando la propria sentenza sulla scorta del principio per il quale “ il contratto di utenza telefonica e’ da inquadrarsi nella figura giuridica della fornitura- appalto (art. 1677 codice civile) e, per tale motivo, il gestore si assume, con organizzazione dei mezzi e con gestione a proprio rischio, la garanzia per la buona effettuazione del servizio. ……Gli obblighi di Telecom - si afferma sempre in sentenza - non si risolvono esclusivamente nella forniture tecnica del servizio telefonico e delle apparecchiature connesse, ma anche nel garantire, per quanto possibile, in base allo stato della tecnica impiegata, l’inviolabilita’ e l’inaccessibilita’ alla linea da parte di terzi”.

In parole povere , la Telecom, ad avviso del Tribunale, non poteva non essere al corrente del rischio rappresentato dai  “dialer” e pertanto doveva proteggere l’utente dalla “aggressione” degli stessi avvenuta con l’installazione automatica sul computer dell’ignaro consumatore.

Una sentenza importante che contribuisce, in assenza di norme specifiche sull’argomento, a tutelare maggiormente il cittadino da queste che sono vere e proprie truffe, seppur celate in apparenza dietro quello che è il “mondo virtuale” di Internet.

Foggia, 6 maggio 2008

Avv. Eugenio Gargiulo

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