Mottola – Consiglio Comunale unanime, nell’approvare una mozione da presentare in Regione Per l’Umberto I, richieste la riabilitazione d’eccellenza, con il mantenimento dei servizi già esistenti e l’autonomia organizzativa.

Un Consiglio Comunale straordinario monotematico, quello voluto dall’opposizione e condiviso dalla maggioranza, quello che si è svolto nella mattinata di ieri, a Mottola. A dettare l’urgenza della convocazione, l’approvazione di una mozione, relativa al Piano della Salute 2008 - 2010, da presentare alla Regione Puglia, alla vigilia del Consiglio Regionale, affinchè, in tale, assise la stessa potesse essere portata e discussa come emendamento.

“Un atto necessario - ha spiegato il sindaco Giovanni Quero - affinchè, con l’ennesimo e, forse, estremo tentativo, all’unisono, con un'unica voce, maggioranza e minoranza potessero difendere, a chiari lettere, quella che deve essere la destinazione del nosocomio mottolese: la riabilitazione d’eccellenza, che faccia della struttura mottolese il centro di riferimento territoriale in materia di riabilitazione”. A presenziare, anche molti consiglieri regionali ionici: Cosimo Borraccino, Paolo Costantino, Nicola Tagliante, Gianfranco Chiarelli, Simone Brizio e Pietro Lospinuso, il quale, rimarcando l’unanimità della volontà di destinare l’Umberto I alla riabilitazione, ha fatto appello a tutti gli altri consiglieri regionali presenti in aula, “affinchè in Regione, in sede di assise consiliare, si battessero sullo stesso fronte, senza divisioni di alcun genere, per l’ottenimento di quanto auspicato dall’intera comunità mottolese, dopo decenni di battaglie, consumatesi in diverse sedi”.

Dunque, un Consiglio Comunale, che, come evidenziato da Borracino, “ha visto mettere da parte i colori politici e le bandiere partitiche, per arrivare ad un’intesa, che puntasse, indipendentemente dalle appartenenze politiche, alla riabilitazione”.

Dopo un’interruzione del Consiglio, necessaria a stilare un documento, condiviso da tutte le parti, integrato e modificato secondo quelli che sono stati i contributi offerti, è stato redatto un documento con il quale si impegna il Consiglio Regionale ad attivarsi ed impegnarsi, affinchè la struttura ospedaliera di Mottola, pur conservando l’esistente, diventi centro di riabilitazione di eccellenza dell’area provinciale ionica, conferendole 80 posti letto, rispetto ai 60 iniziali, di recupero e riabilitazione funzionale, da destinare a: riabilitazione cardiologica intensiva ed estensiva; a riabilitazione pneumologia intensiva ed estensiva, a riabilitazione ortopedica intensiva ed estensiva, attualmente già operante; a riabilitazione neurologica intensiva ed estensiva, secondaria a patologie cerebro – vascolari; a neurologia riabilitativa per patologie croniche degenerative come il Morbo di Alzheimer e demenze senili in seno ad una corretta ed auspicabile rete di servizi, relativamente a queste patologie, come lo stesso Piano della Salute prevede, oltre all’esistente.

Ma la richiesta avanzata dall’intero Consiglio Comunale di Mottola va oltre, chiedendo l’autonomia organizzativa della struttura, sulla quale, però, alcune perplessità sono state espresse da Costantino. “Poiché – si legge nel documento approvato - l’indirizzo regionale rispetto alla riabilitazione è stato quello di accettare per intero la pre – intesa, ovvero lo studio di fattibilità, che attribuisce quasi completamente la riabilitazione alle strutture private, diventa necessario che l’unico intervento pubblico sulla riabilitazione estensiva ed intensiva venga dotato di autonomia organizzativa e funzionale, per essere posto nelle condizioni di divenire, entro un tempo massimo di 5 anni, una struttura adeguata e competitiva con il privato, nonché centro di riabilitazione sperimentale, connesso con i centri di ricerca regionali e nazionali”.

Ma, il nuovo non dovrebbe escludere l’esistente.
Del resto, il Piano di Riordino (DRG 1086/02) aveva attribuito al nuovo plesso ospedaliero di Mottola non solo il recente completamento, ma anche funzioni di lungodegenza e riabilitazione estensiva, da confermare e potenziare, nella loro rilevanza, nel generale quadro di riferimento, con la costituzione delle seguenti unità operative: lungodegenza con posti letto; punto di primo intervento con funzioni di pronto soccorso e dotazione di 6 posti letto di osservazione, come previsto da una delibera dell’Asl ionica; centro materno infantile con posti letto (come da delibera Asl); unità operative senza posti letto (patologia clinica e radiodiagnostica); un presidio specialistico poliambulatoriale e l’istituzione di reparti di riabilitazione estensiva. "Per la riabilitazione – ha concluso Quero – in più occasioni e sedi ci siamo spesi, ma anche per un senso di responsabilità e coerenza verso la popolazione: miliardi di vecchie lire sono stati destinati al completamento dell’ospedale e non troverebbe alcuna giustificazione l’investimento di tanti fondi, per una struttura che potrebbe o rischierebbe di diventare un mero stabilimento.
E, poi – questo il punto di domanda del sindaco di Mottola –perché investire altrove, quando c’è una struttura immensa e mastodontica, che aspetta solo di essere riempita di contenuti ovvero di servizi sanitari?”.
L’occasione del Consiglio Comunale di Mottola è servita anche a fare un esame, sia pure ristretta, del Piano della Salute, attraverso gli interventi dei consiglieri regionali presenti in aula. Diverse le letture che ne sono state fatte.

Ciò che è emerso chiaramente è che occorre una riqualificazione della spesa sanitaria, che lo stralcio della classificazione degli ospedali riguarda non soltanto il nosocomio mottolese, ma tutte le strutture sanitarie pubbliche della Puglia e che, se è vero che spetta all’Asl il compito di deliberare sulla distribuzione dei posti letto, necessita che le mozioni o i documenti unitari, come quello approvato in seno al Consiglio Comunale di Mottola, finiscano sul tavolo dei direttori generali delle Asl.
Una responsabilità, quella relegata al direttore delle Asl condivisa da Costantino, ma bocciata da Tagliente: “Le decisioni dei direttori delle Asl – ha detto - sarebbero soltanto l’atto concreto delle intenzioni espresse dalla Regione Puglia.

E, allora, tanto vale, evitare passaggi intermedi e scrivere direttamente, nero su bianco, quanti posti letto destinare alle strutture ospedaliere, a seconda delle specialistiche e delle esigenze territoriali”.


Dott.ssa Maria FLORENZIO

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