Dal 18 al 20 aprile, nell'ambito della sesta edizione del Printemps du cinéma français, il cinema Trevi ospita la retrospettiva Rosso cinema, dedicata al nuovo cinema di impegno politico e sociale. Il cineasta Rabah Ameur-Zaïmeche sarà presente ogni sera dopo l’ultima proiezione. Il cinema Trevi è il cuore della Primavera del cinema francese. Esso è il suo cuore storico ma anche il suo cuore, per così dire, ideologico e militante. Sei anni fa si svolgeva in questa sala la prima edizione di questo festival, che da allora in poi è costantemente cresciuto estendendosi ad altre sale romane.

Quest'anno il festival è presente anche alla sala Michel Piccoli di Villa Medici - con la rassegna Il Cinema sconfina, film in anteprima sul confine tra finzione e documentario - e al cinema Farnese - con Vive le cinéma!, selezione di film in anteprima che rispecchiano la diversità e la vitalità del cinema francese.

Al cinema Trevi la retrospettiva è stata costruita e pensata intorno al cineasta algerino Rabah Ameur-Zaïmeche. Un autore molto speciale. Per prima cosa si tratta di un cineasta politico, che con i suoi tre film ha già rivoluzionato il genere del cinema di banlieue come non avveniva da L'odio (La Haine) di Mathieu Kassovitz. In che cosa consiste questa rivoluzione?

In primo luogo si tratta di un cinema estremamente esigente dal punto di vista estetico. Un cinema radicale, che si esprime attraverso una profonda ricerca formale. E al tempo stesso di un cinema personale, dove il regista si mette in gioco in prima persona, recitando il ruolo principale, raccontando una storia che non si allontana mai dalla concretezza del quotidiano. Uno sguardo doppio, formalista da un lato, realista dall'altro che non è se non un modo per esprimere un punto di vista tragico sul mondo dell'immigrazione araba in Francia.

Tragico e dunque anche lirico. Ecco la rivoluzione che Rabah Ameur-Zaimeche incarna perfettamente. Un cinema politico il cui dramma è espresso con una voce lirica.

Allargando lo sguardo, il regista di Dernier Maquis interpreta anche una tendenza che, con alcune differenze, a volte molto importanti, caratterizza molti cineasti francesi contemporanei, alcuni dei quali sono già stati presentati nelle edizioni passate della Primavera. In questa edizione il pubblico ritroverà Xavier Beauvois col film, Selon Matthieu. Una storia operaia che ha molto in comune con Risorse umane (Ressources Humaines) di Laurent Cantet, di cui quest'anno siamo felicissimi di presentare un vero e proprio panorama.

La sua Palma d'oro, La Classe (Entre les murs), in versione originale con i sottotitoli in italiano (è l'altro nostro impegno militante, diffondere solo film in lingua originale), più i precedenti: Les Sanguinaires (1997), Risorse umane (2000), A tempo pieno (2001).

Per finire, un cineasta scoperto recentissimamente, secondo la stampa francese uno degli autori contemporanei di maggiore talento: Tariq Teguia con il suo primo lungometraggio, il road movie, la ballata neo beat di due giovani assetati di libertà, Rome plutôt que vous. Il Festival Primavera del cinema francese è prodotto dall'Associazione Regards/Sguardi, in collaborazione con il Servizio culturale dell'Ambasciata di Francia in Italia, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e l'Académie de France à Rome – Villa Medici.

Il programma completo è disponibile anche sul sito www.france-italia.it

 

Proiezioni a ingresso gratuito

 

Da sabato 18 a lunedì 20 aprile

Cinema Trevi

vicolo del puttarello, 25        Roma