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Qualcuno conosce - Patrimonio dello Stato S.P.A - ?
L’obiettivo della società è fortemente innovativo: gestire, valorizzare ed alienare il patrimonio dello Stato nel rispetto dei requisiti e degli scopi propri dei beni pubblici. Il raggio d’azione della società investe dunque uno dei maggiori patrimoni pubblici del mondo.
Conflitto d'interessiSecondo stime aggiornate il patrimonio immobiliare pubblico del Paese infatti ha un ordine di grandezza paragonabile all'ammontare del PIL nazionale.

Compito di Patrimonio è valorizzare questo enorme attivo secondo una logica che combina efficienza economica e tutela dei beni pubblici.

In questa ottica, la normativa prevede che alla società possano essere trasferiti diritti pieni o parziali sui beni immobili che fanno parte del patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato, sui beni immobili che fanno parte del Demanio dello Stato e sugli altri beni inclusi nel conto generale del patrimonio dello Stato.

La società inoltre instaura e sviluppa rapporti di collaborazione con le Amministrazioni statali, regionali e provinciali, nonché con gli altri enti pubblici ed in particolare con gli enti pubblici locali, con i quali può stipulare convenzioni.
Questo complesso di interventi si sviluppa lungo le linee guida fissate dalla direttiva del CIPE emanata nel dicembre 2002 e dalle direttive strategiche del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Qualcuno sarà costretto a darci, un giorno, spiegazioni.
Sono all'incirca 40 anni che veniamo manomessi e boicottati attraverso l'istituzione di apparati deviati e strettamente correlati tra di essi.
Un cerchio concentrico che parte da un largo raggio per stringersi sempre più.
Fino a sparire in un buco nero, occulto: il pozzo della “ Cosa Nostra “ Dovremmo partire dall'omicidio di Kennedy, l'uomo che non voleva la Federel Reserve.

No. Dovremmo ripartire dalla morte di Mattei, l'uomo alla guida dell'Eni, l'uomo che voleva dare una possibilità vera o presunta all'Italia e agli italiani; l'uomo ucciso da Cefis.
Ucciso per impossessarsi dell'Eni e compiere senza intralci i suoi affari con le sette sorelle.
No. Dovremmo ripartire dalla morte di Pasolini.
Ucciso dalla destra fascista ed eversiva. Ucciso perchè frocio e comunista e perchè sapeva!
Lui sapeva e lo scrisse in quel 14 novembre 1974 con il suo articolo sul Corriere della Sera e poi nella stesura del suo romano “ Petrolio “ dove svelava, con una folle lungimiranza, quel che sarebbe stata l'Italia del dopo “ Strategia della Tensione “.

Il romanzo Petrolio cavalca la strategia della tensione svelando, con intuito formidabile, il suo scopo ultimo.
Depistare e plagiare la società italiana.
Così Pasolini sfida la morte e il suo mandante: parlando di Cefis e del suo omicidio eccellente, Mattei. Parlando del potere politico degenerato e caduto in mano a stragisti legati al doppio gioco con i servizi segreti americani e russi.

È in questa prima fase che si avverte il bisogno di legami trasversali con i diversi apparati dello Stato e della mafia e della imprenditoria e dell'intelligence. In questo frangente si affina lo sposalizio tra potere politico e mafia.
La mafia fatta diventare il braccio armato, l'esecutore, del mandante dorato. Il potere politico abbraccia e sposa le mitragliatrici dei gruppi armati. Infatti gli esecutori materiali della morte di Pasolini sono stati scelti tra i bassifondi romani, frequentati da balordi appartenenti alla destra eversiva, quelli mandati nelle piazze e tra gli studenti a sconquassare e a giustificare le azioni militari di una repubblica ancora troppo fascista.
Le bombe e il sangue generato servivano a giustificare le azioni governative di ex partigiani schieratisi con i poteri forti.
No. Sarebbero troppe le stragi politiche di quegli anni per ripristinare un punto di partenza.
Via tutto.

Partiamo dagli ultimi, da Falcone e Borsellino, uccisi per tappargli la bocca e rubargli, per poi distruggerli, i documenti comprovanti anni di puri e distillati conflitti d'interessi. I conflitti di interessi non sono quelli a cui ci hanno abituato le agenzie stampa italiane. Semmai ne hanno storpiato l'immagine trasformandola in semplice imbarazzo di stomaco. Invece è proprio con il conflitto di interesse che si è venuto a creare il presupposto per dar vita a questa mostruosa macchina che ha, nel tempo, conquistato le oasi protette e terre vergini.

Perche se io sono il presidente dell'ENI e sono, al tempo, democristiano, io posso convertire i poteri ecclesiastici e mafiosi ed economici e politici tutti nello stesso punto.
Generando una energia formidabile e insospettabile.
Devastante quanto tellurica.
Il conflitto di interesse è diventato quindi indispensabile per contare qualcosa in questa folle corsa.
Guardate oggi la politica e i politici.

Ogni leader è possessore di enti ed azioni tra di loro strettamente legate ed interposte.
Ogni leader ha, direttamente o indirettamente un posto d'onore nelle banche che contano e che controllano le televisioni e la stampa e le opere pubbliche e le acque e tutto il resto.
Ogni leader ha amici ambigui e con loro danno vita al gioco delle scatole cinesi.
Io governo e affido al mio amico, dirigente di tale azienda, gli affari patrimoniali dello Stato. Tanto posseggo ogni organo istituzionale e non, e anche la magistratura è cosa mia.

Poi ogni tanto la nostra patria partorisce qualche giudice intento a rompergli le uova nel paniere e loro sono costretti, a reinventarsi. Con la UE, il CIPE, con il Patrimonio di Stato SPA.......e così giu fino ad Impregilo.... Falcone, Borsellino, Tangentopoli. 1992. * 6 gennaio - Una bomba viene fatta esplodere sulla linea ferroviaria poco prima del passaggio dell'espresso Lecce – Milano - Stoccarda all'altezza di Surbo.

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