E' costata tre anni di lavoro, di indagini e ricerche, ma ora Greenpeace fa i nomi, uno per uno. E ce n'è per tutti: Gucci, Adidas, Reebok, Geox, Clarks, Nike, Timberland, Divani&Divani, IKEA, Simmenthal, Cremonini, Carrefour, Eurostar, Honda, Kraft, Tesco e Wal-Mart. In un modo o nell'altro sono tutti legati all'espansione dell'allevamento bovino ai danni della foresta amazzonica. "Sovvenzionando la distruzione dell'Amazzonia per fare spazio ai pascoli, il governo del Presidente Lula vanifica i propri impegni sul clima - è il commento di Andre Muggiati, di Greenpeace - Lula deve uscire dal business delle macellerie e impegnarsi a fermare la deforestazione in Amazzonia, o la catastrofe ambientale sarà inevitabile."
LC

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