vignetta_gelminiUn primo, significativo risultato nella battaglia contro la creazione di maxi-istituti comprensivi nei territori urbani, portata avanti da Consulta dei Genitori di Arezzo e Associazione Genitori A.Ge. Toscana, è stato finalmente raggiunto. Il Consiglio comunale di Arezzo ha approvato all'unanimità la proposta di delibera popolare nella quale si chiedeva di attivare subito un tavolo per rivedere la rete scolastica aretina e ripensare i 6 istituti comprensivi sovradimensionati che prenderanno avvio il prossimo settembre.

L'Assessore all’Istruzione Francesca Tavanti ha sostenuto il suo punto di vista citando le riforme dei Ministri Berlinguer e Moratti e dichiarando che le nuove scuole avrebbero avuto una media di 1000-1100 alunni (anziché 1231 quanti sono in effetti di media) ma alla fine, di fronte all'evidenza dei fatti, ha dovuto cedere anche lei: a 40 giorni dall'apertura dell'anno scolastico, un istituto comprensivo di quasi 1400 alunni risulta scoperto di Dirigente scolastico e Direttore amministrativo; un altro (composto di oltre 1300 alunni e 14 sedi) non ha più la segreteria, perché tutto il personale ha chiesto il trasferimento. Segno evidente che il personale della scuola è il primo a non credere ai 6 maxi-istituti comprensivi voluti dall'Amministrazione comunale di Arezzo. Innegabile il danno che ne verrà per la didattica della scuola dell’obbligo e quindi per tutti i bambini di Arezzo.
 
“Siamo molto soddisfatti del risultato di riaprire la questione degli istituti comprensivi e ringraziamo per questo i 1000 genitori che hanno firmato e il Consiglio comunale che ha accolto la nostra richiesta –dichiara Giuseppe Argirò, presidente della Consulta dei Genitori di Arezzo- Inizia adesso il lavoro più impegnativo per noi genitori: essere presenti, monitorare gli inevitabili disagi, fare proposte concrete per il riassetto della rete scolastica”.

"E’ molto importante che per la prima volta siano messi ufficialmente in discussione gli istituti comprensivi sovradimensionati –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana- Una tipologia di scuola (materna+elementare+media) nata insieme all' ‘onda anomala’ del Ministro Luigi Berlinguer e inaspettatamente sopravvissuta al naufragio di quel progetto proprio per la sua prerogativa di fare economia. Un modello di scuola che, manco a dirlo, piace molto al Ministro Gelmini, ma che si distacca troppo dalla qualità della scuola che come genitori chiediamo per i nostri figli”.

“Non siamo pregiudizialmente contrari a tali istituti –prosegue Di Goro- ma abbiamo visto che in concreto le teorie di alcuni pedagoghi a proposito della continuità didattica vanno miseramente a naufragare contro la concretezza della scuola italiana. Gli istituti comprensivi possono andare bene nei piccoli centri isolati, ma sono inutili nei territori urbani e diventano addirittura dannosi, perché ingovernabili, se superiori ai 900 alunni previsti dall’Autonomia scolastica e da una legge della stessa Regione Toscana”. 

 
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